POLITICA

21 Aprile 1991: 35 anni fa il netto “SÌ” popolare per Lirinia. Un referendum che unì il territorio e divise la politica

Referendum Lirinia 1991 nella valle del Liri: vittoria del sì, numeri ufficiali e motivi per cui il comune unico tra Sora, Isola del Liri, Arpino, Castelliri e Broccostella non nacque.

Il 21 aprile 1991 non fu una semplice consultazione amministrativa. Fu, per la valle del Liri, una giornata carica di aspettative, visioni e tensioni. Nei seggi di Sora, Isola del Liri, Arpino, Castelliri e Broccostella si votava per qualcosa di inedito: la nascita di un nuovo comune, Lirinia, frutto della fusione di più realtà locali. Un progetto ambizioso, che prometteva di trasformare profondamente l’assetto amministrativo e il destino economico del territorio.

Per la cronaca, quel giorno si svolse il referendum consultivo per l’istituzione del Comune di Lirinia, che avrebbe unificato Sora, Isola del Liri, Arpino, Castelliri e Broccostella. L’iniziativa nacque dopo una lunga azione politica avviata dal senatore Bruno Magliocchetti già dal 1975, con l’obiettivo di superare la frammentazione amministrativa della media valle del Liri.

Il quesito chiedeva agli elettori se istituire un nuovo ente locale mediante la fusione dei cinque comuni, contestualmente soppressi.

Gli anni ’90 e il progetto Lirinia

All’inizio degli anni ’90, la valle del Liri si trovava in una fase di transizione difficile. Dopo il boom industriale del dopoguerra, molte attività erano in declino, le infrastrutture apparivano inadeguate e cresceva la sensazione di marginalità rispetto ai grandi centri regionali.

In questo contesto prese forma l’idea di Lirinia: unificare più comuni per creare un ente più grande, il più popoloso dell’intera provincia di Frosinone con circa 55 mila abitanti, capace di attrarre investimenti, semplificare la gestione amministrativa e rafforzare il peso politico dell’area. Non si trattava soltanto di una fusione burocratica, ma di una vera e propria visione strategica.

Per molti cittadini, Lirinia rappresentava una possibilità concreta di rilancio. Per altri, invece, evocava il timore di perdere identità storiche e autonomie locali radicate da secoli.

I risultati del referendum Lirinia 1991: la vittoria del sì

I dati ufficiali, certificati dal Tribunale di Frosinone il 24 aprile 1991, evidenziarono un consenso ampio:

  • Votanti: 30.750.
  • Voti validi: 29.537.
  • Sì: 19.526.
  • No: 10.011.

In termini percentuali, circa il 65–66% degli elettori votò a favore, contro poco più di un terzo contrario. Un risultato netto.

Ancora più significativo fu il dato territoriale. Il consenso al progetto risultò diffuso:

  • a Sora il sì raggiunse percentuali molto elevate.
  • a Isola del Liri, Castelliri e Broccostella la maggioranza fu chiaramente favorevole.
  • ad Arpino il voto risultò più equilibrato, ma comunque con prevalenza del sì.

Non si trattò, dunque, dell’imposizione di un centro sugli altri, ma di una scelta condivisa in gran parte del territorio.

Dopo il voto, con il decreto regionale n. 1062 del 12 giugno 1991, firmato dal presidente Rodolfo Gigli, il quesito fu formalmente accolto, avendo ottenuto la maggioranza dei voti validi. Tuttavia, nonostante l’esito favorevole del referendum, il progetto non fu trasformato in legge.

Perché Lirinia non nacque mai

Il referendum era consultivo e la decisione finale spettava alla Regione Lazio. Dopo aver preso atto dell’esito, il Consiglio regionale avviò un confronto politico che si protrasse per mesi.

Nel dicembre del 1991 arrivò la decisione: il progetto fu respinto. Le motivazioni furono diverse e intrecciate:

  • resistenze istituzionali.
  • dubbi tecnici sulla gestione del nuovo ente.
  • timori politici e campanilismi locali.

La fusione avrebbe modificato equilibri consolidati, ridisegnando rappresentanze e poteri. Così, quello che per molti cittadini rappresentava un chiaro mandato popolare si trasformò in una decisione politica opposta.

Lirinia tra occasione mancata e attualità

Il mancato varo di Lirinia lasciò un segno profondo. Per una parte della popolazione fu una delusione, la sensazione che una scelta condivisa fosse stata ignorata. Per altri rappresentò una difesa delle identità locali. Negli anni successivi, il tema della fusione tra comuni è riemerso più volte, senza però raggiungere la stessa partecipazione del 1991. Nel frattempo, molte delle criticità che avevano spinto verso Lirinia sono rimaste o si sono accentuate.

A distanza di oltre trent’anni, il referendum appare ancora attuale. La conurbazione naturale tra i cinque comuni si è rafforzata, mentre fenomeni come la digitalizzazione e la mobilità hanno ridotto le distanze amministrative e culturali. Il 21 aprile 1991 resta quindi una data simbolica: il giorno in cui migliaia di cittadini della valle del Liri provarono a immaginare un futuro comune, superando confini storici e divisioni locali.