14 settembre 2014 redazione@sora24.it
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Roberto De Donatis chiude la porta ad una nuova maggioranza

«I presupposti di questa crisi politica della maggioranza nascono da lontano. Quando dopo il primo anno di amministrazione pubblicammo un giornalino dal titolo: “Un anno da paura”, mettemmo in evidenza non solo la pochezza dell’azione amministrativa, ma anche l’estrema litigiosità interna alla maggioranza, legata esclusivamente alla mera gestione del potere. Nulla di nuovo sotto il sole. La revoca dell’assessore ai LLpp dopo appena pochi mesi. L’abbandono volontario della maggioranza dei due Consiglieri Farina e Pontone Gravaldi per incompatibilità personali e programmatiche. L’ingresso in maggioranza di 2 consiglieri eletti in liste che si erano contrapposte in campagna elettorale senza esclusione di colpi bassi. Ma nonostante queste evidenti divisioni spesso sottolineate da reciproci veleni e stilettate profonde, credo che la maggiore e più evidente carenza strutturale di questa maggioranza sia stata l’assenza di una visione progettuale. Una prospettiva che potesse legare politica e cittadinanza in un tentativo comune di invertire un trend congiunturale così fortemente negativo. Aggredire la vicenda Tomassi, ereditata dal più grave errore urbanistico commesso alla fine degli anni 90 del secolo scorso. Non favorire il privato ma esperire ogni tentativo per riappropriarsi del complesso e agganciare la ripresa con la richiesta di finanziamenti ad hoc, che l’attuale Governo sta mettendo in campo per risolvere i nodi cruciali dei Comuni (avevamo ipotizzato una cittadella della scuola e un ostello per la gioventù per gli appartamenti delle torri). Non lasciare morire di inedia il nuovo piano regolatore, che conserva nella previsione preliminare impostata dalla precedente Amministrazione, la possibilità di valorizzare sotto l’aspetto ambientale, e di un’agricoltura biologica e sostenibile, una vasta porzione del territorio comunale con il fiume Liri quale spina dorsale di un sistema territoriale vasto e collegabile in una progettualità più ampia con i comuni delle tre valli del Liri, Comino e Roveto, al fine di ottenere i fondi europei del PSR (piano di sviluppo rurale) e rilanciare un’azione economica attraverso la bonifica ambientale e la riqualificazione naturalistica. Ripartire dai Contratti di Quartiere per non abbandonare più il centro storico, ma ritrovare in esso la possibilità di una rivitalizzazione strategica, di nuovo fonte di reddito e di identità culturale. Queste tre direttrici di lavoro da sole avrebbero potuto qualificare un’azione amministrativa incisiva, ma richiedono impiego di grandi risorse lavorative, di passione e di competenze. Oggi ci troviamo invece a commentare un fallimento politico, morale ed umano. Il guaio è che il prezzo più alto viene ancora una volta pagato da una città boccheggiante e senza speranze. Per questo motivo credo che un gesto di responsabilità importante sia quello di riconsegnare alla città la possibilità di trovare nuove sintesi politiche per invertire il decadente corso della nostra storia, un tempo gloriosa».

Roberto De Donatis – Patto Democratico per Sora

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