25 gennaio 2013 redazione@sora24.it
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Roberto Di Ruscio: “Lavoratori licenziati privati della mobilità”

Amara e doppia sorpresa per numerosi lavoratori, tra i quali la maggior parte donne, che negli ultimi giorni del 2012 si sono visti recapitare la lettera di licenziamento, con decorrenza 31 dicembre, da aziende con meno di 15. Inaspettatamente è successo che la norma relativa alla Legge 236/93, la cosiddetta “piccola mobilità”, che consentiva a questi lavoratori l’equivalente diritto previsto a coloro che venivano licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, limitatamente al diritto agli sgravi contributivi, è di fatto decaduta.

Questa novità è contenuta nella Legge di Stabilità 2013 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre dopo la sua approvazione in Parlamento alla vigilia di Natale e che oltre a non consentire la iscrizione nella lista di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende con meno di 15 addetti, non prevede altresì la proroga e l’applicabilità degli sgravi contributivi.

E’ chiaramente una misura assurda, discriminatoria e punitiva nei confronti di migliaia di lavoratori e piccole –medie industrie, in particolare per coloro che hanno varcato la soglia dei 50 anni e che vedranno aggravare le difficoltà di reinserimento nel mercato del lavoro privi di quel requisito importante da offrire come sgravio contributivo alla nuova azienda in caso di assunzione.

Questi lavoratori di piccole e piccolissime aziende oltre al danno per il licenziamento e la conseguente disoccupazione, subiranno la beffa di un totale abbandono, senza sostegno alla ricerca di un nuovo lavoro. Mi auguro che le rappresentanze degli imprenditori , nonche tutte le forze politiche  facciano interventi presso il ministero del lavoro o presso gli organi competenti nazionali affinche possa essere reintrodotta detta norma.

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