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Roberto Di Ruscio (Pd): Un paese che riduce i fondi alla ricerca è un paese morto

Nell’attuale situazione di crisi, le proposte di recupero fondi, da parte del Governo, toccano sempre e indiscutibilmente le pensioni di anzianità e l’età pensionabile dei lavoratori, la sanità, la scuola pubblica, gli esodati e soprattutto gli ammortizzatori sociali non estendendoli a tutti i giovani precari. È veramente una macelleria sociale. Mi vergogno di essere un cittadino di questo paese in cui versa l’egoismo ed il faresaismo. Migliaia di nuclei familiari si trovano veramente in una condizione drammatica. Se è vero che dobbiamo fare sacrifici, li dobbiamo fare ma tutti e non sempre gli stessi. Il fardello comincia ad essere troppo pesante. Licenziamenti e risparmi sui servizi essenziali non sono degni di una democrazia civile. Il lavoro deve ritornare ad essere un valore essenziale insieme alla dignità dell’uomo. L’uomo senza lavoro non è libero nella sua dignità. Non si prende mai in considerazione il vergognoso scandalo delle PENSIONI D’ORO che sono una vera INGIUSTIZIA sociale e, poiché tali, devono essere ridimensionate con decorrenza immediata.
In questa situazione, il “ciò che è acquisito non si tocca” deve venire meno per essere sostituito da una necessaria e urgente legge che metta fine a tali vergognosi privilegi. Coloro che hanno goduto finora, nell’immediato futuro dovrebbero ricevere una pensione non superiore ai 5000 euro mensili. Quanti vitalizi regionali esistono in Italia? Quanti sprechi nelle varie consulenze? Non voglio proclami vorrei fatti concreti. Un paese che riduce i fondi alla ricerca è un paese MORTO che non ha futuro. I partiti debbono vivere i problemi della quotidianità , altrimenti rimangono iscritti solo coloro che godono i benefici della casta. Sono stato sempre un uomo libero e tale rimango.

Roberto Di Ruscio – presidente del Circolo cittadino del PD

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