5 anni fa

Roberto Iacovissi: “Fabio Forte è stato l’unico candidato che ha avuto il coraggio di scendere in piazza”

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota politica a firma di Roberto Iacovissi

Dopo “scricchiola”, la scossa di terremoto di pochi giorni fa e finita la paura, ho pensato che di positivo c’era il fatto che Dio non si era dimenticato di questa nostra terra. Nella nostra città paesino anche queste misere elezioni potevano, come il terremoto, dare una piccola scossa. Così non è stato. Non è stato un granchè il risultato che ha privato Sora di rappresentanti politici a Roma.
Non commento, facciano altri le loro considerazioni in merito, io mi limito a dire che il rimpianto di non avere uno che mi rappresenti è direttamente proporzionato allo spessore politico del candidato di turno.

Del resto i miei concittadini si sono da tempo autocondannati a svenarsi di voti per ora questo o per ora quest’altro estraneo a Sora, sempreché qualcuno mi provi che Abbruzzese si dannerà per ridare una nuova primavera a questa terra impoverita, saccheggiata, bistrattata. Ma non è stato un granchè neanche la campagna elettorale stessa: arida di contenuti, logora, poco orginale anzi molto scontata, per dirla in breve una meteora che se non fosse stato per le scuole chiuse non ce ne saremmo mai accorti.
Come stupirsi se qualche elettore sorano ha indicato nelle preferenze il nome della Tatangelo? Forse pensando che fosse stata Lei a chiudere la campagna elettorale del Pdl…

Lei viceversa non avrebbe avuto bisogno di un politico per riempire gli spazi sotto il palco! Così dico onore al merito per FABIO FORTE, perché è stato l’unico a tenere il comizio finale nella PIAZZA POLITICA di Santa Restituta. Sembra facile, ma non è così, lo sanno bene GLI ALTRI candidati che hanno evitato l’impatto con una piazza storica resa difficile dal momento particolare di un marcato scollamento tra cittadino deluso e istituzione, tra elettore e colui che porta il messaggio politico all’indomani proprio di quella Regione governata da Polverini e dai Fiorito, lo sanno bene e la evitano perché non riempirla sa di disastro annunciato.

Ma il politico vero, quello con gli attributi, è quello che ci mette la faccia, che osa, che rischia, che guarda negli occhi i suoi elettori certi e incerti senza dover dubitare del perché della loro presenza, in pratica se sono lì perché attratti da lui e per lui hanno riempito la piazza.

La sensazione è che con quelli come Fabio Forte si stia chiudendo un modo di fare politica e se ne stia aprendo un altro che porta il nome di Grillo. SE PRIMA ad esporsi nella campagna elettorale c’era la persona stessa, con cui l’elettore aveva il rapporto diretto , “lo voti perché è lui che vuoi votare” e solo lui è artefice del suo successo o della sua disfatta, ORA il candidato grillino mette poco o niente in campo, non fa comizi, non entra nelle tv, non si legge niente di lui perché non si offre, ha successo solo perché qualcuno più in alto, Grillo, si sporca le mani e strilla per lui.

Un modo nuovo di far politica o si potrebbe spiegare con il “PORCELLUM” ? Questo assurdo modo di eleggere candidati senza dare preferenze sebbene sia in via di estinzione nel programma di Grillo paradossalmente gli ha dato una grossa mano elettorale.
Questo spiega le poche preferenze che (si nota nelle elezioni regionali ovviamente) gli eletti hanno ricevuto personalmente. Proprio perché, a parte pochissimi quasi noti, gli altri si sono lasciati traghettare dalla barca del proprietario in persona, Grillo.
Grillo raccoglie voti e li distribuisce e il Porcellum gli da la garanzia di avere solo lui il rapporto diretto con l’elettore. Noi non conosciamo i candidati, però conosciamo Grillo, tanto è vero che molti hanno scritto il suo nome sulla scheda senza che lui sia candidato.

Certo non si limita solo a questo il fenomeno 5 Stelle però a me preme sottolineare che forse c’è qualcosa da rivedere nella campagna elettorale tradizionale. Senza LISTINO BLOCCATO come sarebbe andata a finire la campagna elettorale di Grillo? Forse lo stesso, forse no. Senza preferenza non c’è competizione tra candidati, il cittadino non elegge nessuno ma solo approva un partito o una coalizione. Il successo di Grillo tutto sommato sta nel numero totale di grillini nel Parlamento Italiano, non nella qualità delle persone elette che è tutta da provare e che devono convincere persino i loro elettori che nel 90% non li conoscono, questo grazie al Porcellum.
Torniamo a votare la persona, l’uomo che si batte per le proprie ragioni, al di là dello schieramento politico ridiamo fiducia a chi ci rappresenta con la nostra preferenza sulla scheda.

Chiedo scusa a Fabio Forte se l’ho tirato in ballo, non mi piace la sua capolista, però per quello che conto io posso solo dirgli di non mollare perché ha grandi qualità, qualità che avrebbero sicuramente fatto bene in quella Regione Lazio da ricostruire, meritava di stare lì e noi con Lui, ma Sora è così, vota con i paraocchi e allora si merita il cassinate Abbruzzese, per la Tatangelo pochi voti e tutti annullati…

ROBERTO IACOVISSI

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