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Roberto Iacovissi: “Lasciamo stare il Grande Fratello…”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo a firma di Roberto Iacovissi.

“Ma è così importante sapere chi ha ragione tra Tersigni e Iula, tra Sindaco e Presidente del consiglio? Partiamo dal mio principio: hanno ragione tutti e due. Leggi alla mano nessuno può contestare al sindaco che il Consiglio Comunale è quello che si svolge nel Palazzo Comunale nei tempi e nei modi indicati dalla democrazia e dalla Costituzione Italiana, ma è proprio in nome di quella democrazia e cioè il popolo che comanda che si rifà Iula, e il suo appello ad un coinvolgimento della piazza prevarica sì il senso istituzionale della vicenda, ma ne esalta con semplice gesto di elasticità mentale il buon fine dell’operazione: una questione sorana trattata dai sorani stessi. E se bene ha fatto Tersigni a rimarcare prima il ruolo politico, male ha fatto dopo a non partecipare e soprattutto a trarre benefici e suggerimenti di chi si è sfogato sul social network alla tavola rotonda del Presidente Iula.

Eppure di indicazioni ce ne sono state e tanto è stato trattato e senza soffermarmi su questo o quel giudizio, porrei all’attenzione di tutti un rimedio contro l’inciviltà della gente che è stato più volte rimarcato: l’utilizzo e la diffusione delle telecamere. Parlo chiaro subito: sono scettico che questo che è certamente un aiuto in dotazione delle forze dell’ordine possa risolvere il problema. Abbiamo detto più volte che a Sora c’è un fenomeno di degrado giovanile sempre più in ascesa, sempre più incontrollato: don Bruno si è lamentato di cosa lasciano in giro e questo forse paradossalmente è il carattere che appesantisce meno il problema: tutto scaturisce da azioni fisiologiche estemporanee, come lasciare per terra una bottiglietta scolata da poco, una pipì non controllata, una forma di degrado dettata principalmente dalla maleducazione dell’individuo stesso.

Ma il problema diventa più grande quando le azioni di inciviltà assumono una piega diversa e salgono di qualità, così da assistere a sfregi di monumenti, “decorazioni” su incolpevoli pareti o serrande, graffi ripetuti su auto (a Sora sono rimaste poche a non averli), cassonetti bruciati, fino a raggiungere livelli di terrorismo goliardico con cestini dell’immondizia divelti e messi a mò di canestro, buste piene di immondizia scaraventate sotto i ponti, maniglie vecchie scardinate dai portoni per non farli più aprire, piante di fiori tolti da vasi e messi su altri di negozi vicini forse per scaturire guerre, copriruota tolti (con mani nude e poi rimaste luride…) e messi uno sopra l’altro a fianco dell’auto, segnali stradali divelti e gettati sul fiume, senza dimenticare che è inciviltà anche lo schiamazzo notturno, quando veniamo svegliati in piena notte da forti grida o da motorini a cui abilmente è stato tolto il silenziatore per poi ripresentarlo al suo posto nelle ore diurne per eludere ogni controllo, e i fenomeni di teppismo e bullismo. Ma l’elenco purtroppo è ancora lungo e la “genialità” distorta non trova mai fine, così da aspettarci prima o poi qualcosa di ancora più terribile.

La prima cosa che viene in mente è “ah se li potessi vedere mentre…” ma impotenti a ciò ricorriamo subito al Grande Fratello, il reality show del reato ripreso dalla telecamera. Magari dopo ci accorgiamo che in quel filmato ci sono i nostri ragazzi, e a prescindere se c’è Mario L. o Giovanni P. che sono i figli di quelli della porta accanto e che sempre abbiamo detto di quanto sono bravi ma… è stata solo una ragazzata…, tutto si riduce al problema ”li denunciamo o non li denunciamo?… in fondo sono ragazzi, non maleducati, ma sicuramente ineducati.”

Questo e non altro ci porteranno le telecamere, e ovviamente il problema di fondo non lo eliminiamo. Il problema resta perché il problema va affrontato sempre dalla radice e qualsiasi video lo affronta di sicuro nell’atto finale, che sarà importante per chi deve controllare, ma non risolve il problema di una cittadinanza che deve fare necessariamente fare i conti con i loro figli, con il disagio di una generazione che avverte la mancanza di capisaldi, di un futuro incerto, di una famiglia presa da troppi diversi pensieri per dare conforto o assistenza, di una scuola piena di tagli e insegnanti demotivati.Se ricorriamo solo ed esclusivamente alle telecamere come padri siamo sconfitti già in partenza, e come politici non valiamo un fico secco. Accertate le responsabilità della famiglia, dove ha sbagliato nei suoi doveri la classe politica?

A Sora abbiamo giustificato un interessamento per i giovani in un Piano Locale Giovani ridicolo e vergognoso, se potevamo garantire idee e interventi mirati siamo riusciti a buttare 40.000 euro considerando i nostri ragazzi come tanti zingarelli che hanno voglia di ballare e divertirsi alle sagre paesane e alle feste del bosco. Persino i due convegni previsti dal progetto sono stati utilizzati per la propaganda del nulla, perché nulla si è fatto di costruttivo, perché ingegnarsi per trovare punti di incontro con i ragazzi e predisporsi allo studio del carattere sociale di questo degrado, impegnando le scuole e collaborando con gli assistenti sociali, garantendo seminari e predisposizione al problema, è un qualcosa di più di un reality show, a Sora più di un Grande Fratello abbiamo bisogno di un Grande Papà…”

Roberto Iacovissi

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