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Roberto Iacovissi scrive al Sindaco in merito alla querela ricevuta

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di Roberto Iacovissi (speaker del Movimento Ci Siamo).

«Sig. Sindaco Ernesto Tersigni, da ricerche personali presso il Tribunale di Cassino, ho verificato che, a fronte delle tante querele minacciate, ne esiste solo una che mi riguarda. Ebbene sì, Lei mi ha querelato: ma per cosa?

Nei primi di gennaio Lei, attraverso i giornali locali, ha ripetutamente parlato per più giorni di: “offese, attacchi trasversali e demagogici, insulti alla persona e alla famiglia, frasi e giudizi che travalicano ogni doverosa forma di rispetto, sottolineando la malafede di chi riferisce episodi inesistenti…” e oggi scopro che la querela si fonda su un articolo dell’8 novembre 2013, negli spazi del Movimento Ci Siamo, inerente la sua diaria e dove si riportava il suo stipendio Asl che Lei, a differenza degli altri consiglieri comunali sorani, non ha mai pubblicato, come invece buona parte dei sindaci italiani pubblica.

Tutto alla fine si riduce ad un semplice risentimento verso chi si permette di toccare la sua “zona rossa”: i suoi soldini, e ovviamente tutta quella “manfrina” era solo una finta che mascherava ben altro… Mi chiedo se sia giusto aspettare le aule di Tribunale o invece sia meglio cominciare oggi questo processo a cui Lei tiene in modo particolare, perché anche se alla fine tutto riguarderà me, vi sono molteplici elementi che ci ricollegano ai problemi quotidiani di tutti e ad una politica insopportabile, che crea contrasti e sproporzioni economiche tra chi ha beneficiato di leggi create ad hoc e chi con il sudore della fronte porta a casa troppo poco per pagare quelle tasse che mantengono i privilegi della casta. Da questo circolo vizioso SE NE DEVE ASSOLUTAMENTE USCIRE per evitare o la bancarotta o una crisi sociale che si incanali verso una guerra civile.

Lei, Sig. Tersigni, mi contesta di aver pubblicato il suo stipendio, perché forse crede che io sono un invidioso, ma Le confermo già da ora che a Lei quella paga base di euro 43.310,93 le spetta di diritto e giustamente per la posizione che occupa come dirigente Usl. Quello che non si capisce è perché a questa somma Lei riceve in aggiunta, sotto la dicitura “altro emolumento retributivo”, 30.284,61 euro. Lei nel 2012 ha svolto a tempo pieno il mandato di Sindaco, per cui, anche se per legge ha diritto alla paga base della sua precedente attività lavorativa statale, non si spiega quello che in aggiunta potrebbe essere “STRAORDINARIO” o “INTRAMOENIA”. Se fosse straordinario, come fa a farlo, se la sua attività lavorativa o non si svolge o altamente è ridotta per via di un’incompatibilità di tempo con la mansione istituzionale? Se fosse intramoenia avremmo lo stesso problema dello straordinario, ma con l’aggravante, perché per legge non può superare la metà della paga base (21.655,46 euro) e invece abbiamo uno sconfinamento di euro 8.629,15.

Mentre con la paga base Lei non deve dimostrare niente, con il resto sì, perché a monte c’è la volontà, espressa anche da questo Governo Nazionale, di verificare quelle uscite statali di cui si è perso il controllo. Ribadito nel caso della Asl dalla nuova manager Mastrobuono nel suo discorso di insediamento, ma soprattutto da quelle persone che oggi hanno difficoltà e non possono permettersi di vedersi sperperare contributi e tasse.

Anche nel suo stesso Comune oggi registriamo lavoratori che rischiano il posto, perché non si può più far fronte ai loro stipendi, peraltro molto contenuti. Mentre constatiamo che altri dipendenti, come il Segretario Generale Lucia Leto, ricevono somme da capogiro: 94.767,60 euro all’anno (anno 2013, det. 163), che rappresentano una cifra troppo alta e sproporzionata per un Comune che chiude la porta in faccia agli Lsu, che guadagnano 10 volte di meno. E addirittura, come se non bastasse, questo Comune le riconosce altri 9.476,76 euro per indennità di risultato… non ci sono parole!

Personalmente sono disposto a prendermi tutte le denunce di questo mondo, ma ciò non mi fa tirare indietro a denunciare tutto il negativo di questo mondo, perché un giorno mia figlia possa camminare sui fiori e non sul fango…»

Roberto Iacovissi

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