giovedì 9 maggio 2013

Rodolfo Damiani (Cisl Fnp): “Mantenere alta la guardia sull’Ospedale di Sora”

La CISL  FNP, in sintonia con la Federazione CISL di settore, coerente con la sua posizione di difesa della salute,  bene non negoziabile ne riconducibile a mero documento contabile, ritiene ancora più necessario, nelle more dell’insediamento dei vertici regionali, non abbassare la guardia  nella difesa dell’Ospedale di Sora. Ritiene che la salute non ha colori politici, per cui rifugge da processi e da inquisizioni.

Al di là di stabilire responsabilità vere o presunte tali, non si può privare una collettività di 130000  utenti  di reparti strategici costringendo malati con urgenze a percorrere anche 50 km su strade ordinarie. Basta con i provvedimenti mascherati  che tutti i giorni ci privano di qualcosa. Molti reparti erogano assistenza solo grazie ai sacrifici  del personale, esposto anche alle rimostranze dei cittadini esasperati.

Che dire poi delle scelte per gli investimenti in conto capitale:  abbiamo un mammografo di oltre 15 anni e siamo ancora in attesa del via libera all’operatività del macchinario per fare la R N M. Con calcoli miopi per danneggiare questa realtà, in effetti si depaupera tutta la sanità provinciale. Il trasferimento di posti di lavoro del comparto sanitario è un ulteriore vulnus al tessuto sociale, di una zona ormai di fatto deindustrializzata.

Sul piano politico e sul piano giurisdizionale sono stati esperiti una serie di interventi che hanno cristallizzato la situazione, ma non abbiamo alcuna certezza della revisione dell’Atto Aziendale che deve adeguare le dotazioni strutturali, deve riformulare le piante organiche, deve commisurare  l’offerta di salute alla richiesta dei cittadini.

L’abolizione delle macro aree, come più volte rivendicato dal Comitato per la Difesa dell’Ospedale, è un passaggio sacrosanto e di onestà politica nei confronti dei cittadini, ma non basta perché poi è necessaria la volontà politica di rivedere l’Atto Aziendale. La rimessa in discussione delle macro aree è in agenda, ma da esternazioni qualificate non sembra che il rapporto causa effetto abbia cammino facile.

Pertanto va mantenuta alta la guardia, vanno denunciate tutte le criticità che dovessero verificarsi, va tenuto un atteggiamento compatto e con l’aiuto degli esperti in materia formulare una proposta complessiva per una sanità a misura di territorio. Sono aperti  tre tavoli sulla vicenda sanità del Lazio, quello istituzionale in cui Roma farà sentire il suo peso asfissiante sulle province, quello sindacale che alla salute aggiunge il problema della disoccupazione sanitaria da un lato e quello delle liste di attesa dall’altro,quello delle associazioni dei diversamente abili con il problema della non autosufficienza e delle lungodegenze, vi ricordate il giuoco del 15 ,  alla fine c’era sempre il tassello fuori posto….. memento.

Scoramenti e facili entusiasmi non suffragati da documenti ufficiali, non aiutano a rafforzare lo schieramento dei cittadini servono solo alla visibilità di qualche politico, che cerca di rinverdire i propri allori, e quanti ricoprono ruoli istituzionali a maggior ragione debbono verificare quanto viene dichiarato, prima di ingenerare speranze premature.

Una PROVOCAZIONE

Vorrei che il Presidente Zingaretti, senza essere preannunciato, venga a visitare il Pronto Soccorso di Sora e poi ricordi cosa disse ai Sorani riguardo alla Sanità, sollecitato dal Presidente dell’ADO nel dibattito alla tenda in via Napoli.

Rodolfo Damiani

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