mercoledì 6 luglio 2016

Rodolfo Damiani: “La commedia”

Qualcuno preferirebbe farsa, qualche altro tragedia, comunque nessuno tende al detto “est modus in rebus”. Certo abbiamo perso il concetto del giusto mezzo (inteso come opzione mediana) e abbiamo assunto come unico fattore certo la relatività. Per cui non esiste una verità, ma una serie di verità che partono dal concetto DEL VERO O DEL CORRETTO SOGGETTIVO.

Partiamo dai partiti, nelle loro negatività comunque assicuravano una struttura, livelli di responsabilità, una maieutica delle decisioni, quindi una serie di centri che erano fronte di attacco, di elaborazione e di sintesi condivisa, comunque mai patrimonio di un solo uomo. Che magari assomma in se i ruoli di controllore che controlla se stesso o assomma in se due ruoli quello di Achille e quello della tartaruga, della famosa sfida.

Oggi chi inopinatamente abbiamo gratificati di ruoli politici o amministrativi ci accreditano delle scelte da loro imposte, senza confronti, con votazioni farsa e articoli di opinione, liberi di sostenere il loro pensiero come “Il Monitore Napoletano”, che veniva scritto e stampato per il Re di Napoli dai suoi ministri e distribuito per stabilire la verità ufficiale sui fatti più incresciosi.

Le modifiche costituzionali, chi ha mai chiesto di dare un potere da regime all’esecutivo, attraverso un meccanismo non democratico di attribuzione dei voti, un siffatto sistema nel 1953 fu definito LEGGE TRUFFA, perché truffava gli elettori attribuendo valori diversi alle aggregazioni dei voti (come dire asso pigliatutto).

ONE MAN, ONE VOTE
I maledetti partiti, in qualche modo assicuravano un minimo di equilibrio a tutte le località al contrario di oggi, in cui gli investimenti vanno senza alcuna equità distributiva.

Guardate Sora, nel 1946 gli amministratori sorani proposero la trasversale da costa a costa per dare uno sbocco alla città, oggi sappiamo che il progetto è in cantiere per un’altra località, a cui per esempio è stato già trasferito il tribunale, il cui ospedale pur nella penuria è certamente più considerato di quello di Sora, che dalla Polverini ad oggi ha perso, la metà dei posti letto e un numero elevatissimo di operatori sanitari, si mormora di 300 unità, pensate ai disoccupati e ai redditi non percepiti e quindi non spesi.

E’ di questi giorni la notizia dell’accorpamento di tre Consorzi di Bonifica, immediatamente qualcuno ha ritenuto che la sede giusta fosse quella della città di cui parlavamo prima, perché Sora non può essere la sede accentrata, perché sempre Sora deve cedere posti di lavoro.

Sora è allo stremo e solo con una politica di infrastrutture fisiche e virtuali ha la possibilità di creare le condizioni di un nuovo sviluppo.

Sulla distribuzione dei servizi collettivi, credo che abbiamo perso il treno, ma possiamo reagire divenendo il punto di aggregazione delle altre località che si vedono marginalizzate dai territori dell’asse autostradale e democraticamente farsi rappresentare da chi ha il territorio nel cuore e non dai troppi homines super partes a parole i cui servizi non richiesti si rivelano sempre a titolo oneroso.

AMICO, CAPITO MI HAI? Come dicevano i pastori sardi, chi viene da fuori qualcosa ci vuole portare via.

NO PASERAN, NON PRAEVALEBUNT

Rodolfo Damiani

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