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Rodolfo Damiani: “Nel ricordo di EDOARDO”

Sentenzia il Poeta per la morte di un giovane “… meglio venirci… Come dopo una gara di corsa… Dolcemente, so ben io, si muore la sua stringendo Giovinezza al petto… meglio venirci con la testa bionda… Felice te che al vento non vedesti cader che gli aquiloni”. Questo è il conforto di un uomo con quanto può immaginare un uomo, che crede in un Dio, estraneo alle vicende umane, lontano e insensibile.

Ma altro è il destino ultimo di EDOARDO, giovane che sapeva di cielo e che al Cielo lo hanno portato le promesse di Cristo e le testimonianze di fede della sua vita. Le parole sono impari alla dolcezza del tuo ricordo che rende ancora più struggente il dolore, ma noi credenti dobbiamo essere certi che tu vivi ancora, sei stato chiamato dall’altra parte, quella che della VERA VITA, la casa del Padre. Il nostro dolore deve essere foriero di speranza, quella Beata Speranza che suggella il dramma della Passione. Accanto al dolore, emblema, come quello sotto la Croce, di tutti i dolori, una speranza, madre di tutte le speranze, la nostra fede che legittima come certezza quella speranza.

Voi che amate EDOARDO se ascoltate con i sensi dell’anima, la sua voce vi rivelerà di essere assorbito nell’incanto di DIO, che lo pervade un amore sconfinato, amore di te Madre adorata, amore di te Padre misura e regola per noi, amore per voi fratello e sorella sodali di ogni impresa, amore per te, gioia della mia vita. Vivo in una gioia purissima, la stessa che, liberati dalle angustie del tempo, dissetati alla fonte dell’Agnello anche voi vivrete con me. Se veramente mi amate, non piangete “IO VIVO”.

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