ROMA – Si è conclusa ieri, presso la Basilica di Santa Francesca Romana al Palatino, l’esposizione del Cristo della Val Gardena, scultura lignea benedetta da Papa Francesco nel 2022. L’evento ha registrato la presenza di oltre duemila visitatori, provenienti da diversi Paesi e continenti.
I pellegrini hanno sostato in preghiera davanti all’opera, lasciando numerose testimonianze nel libro delle visite. I messaggi raccolti raccontano una partecipazione ampia, con firme giunte dalla Florida, dalla Corea del Sud, dalla Malesia e da altri contesti internazionali.
Testimonianze e interesse internazionale
Accanto ai pellegrini, la mostra ha attirato anche rappresentanti istituzionali e culturali, tra cui membri dell’Accademia d’Ungheria e alti prelati. L’interesse suscitato è stato confermato anche dall’esaurimento dei dépliant plurilingue dedicati alla storia del cosiddetto Cristo violato e al suo legame con Sora.
La diffusione mediatica, sostenuta anche dai canali vaticani, ha contribuito a rafforzare la conoscenza dell’opera al di fuori del contesto locale, portandola all’attenzione di un pubblico internazionale.
Le prospettive per il rientro a Sora
Soddisfazione è stata espressa dal promotore dell’iniziativa, Lucio Meglio, presidente del CAI Sora, che ha ringraziato la comunità monastica dei Benedettini Olivetani di Roma e il priore Dom Benedetto per l’organizzazione.
In vista del rientro dell’opera a Sora, è stata annunciata la valutazione di una nuova collocazione rispetto all’attuale sede nella cappella di San Gaetano, con l’obiettivo di valorizzarla sia a livello locale sia extra-territoriale. L’opera, voluta dai soci della seconda generazione del CAI Sora in memoria del fondatore Alfonso Simoncelli, continua così il suo percorso di devozione condivisa oltre i confini cittadini.




