3 anni fa redazione@sora24.it
LETTO 1.189 VOLTE

RUBRICA FINANZIARIA – Perché e come investire in obbligazioni (di Emanuela Gemmiti)

Archiviate le vacanze, la Rubrica Economico Finanziaria torna per approfondire perplessità ed opportunità

Archiviate le vacanze, la Rubrica Economico Finanziaria torna per approfondire perplessità ed opportunità.

Le statistiche dicono che tra i paesi occidentali, gli italiani sono:

  • tra i più “conservativi” (investono più in obbligazioni che in azioni)
  • tra i più “casalinghi” (investono in obbligazioni nazionali ed in particolare in Titoli di Stato)

Dunque, da dove riprendere se non da questi? Pertanto propongo la sintesi della situazione generale. Le ultime aste dei Titoli di Stato sono state un successo per il Tesoro e per i risparmiatori? Il Tesoro ha chiuso anche le aste di fine agosto con il rendimento dei titoli che ha toccato un nuovo minimo storico. In dettaglio, sono stati collocati:

  • 4 miliardi di Btp a 10 anni al tasso del 2,39% annuo lordo (2,09% netto)
  • 2,5 miliardi di Btp a 5 anni, al tasso del 1,1% annuo lordo (0,96% netto)
  • 3 miliardi di Ctz a 2 anni, rendimento 0,326% annuo lordo (0,28% netto)

Buone notizie per lo Stato, che risparmierà qualche miliardo per il finanziamento del debito pubblico e poiché “lo Stato siamo noi”, buone notizie per la collettività. Se però da cittadini contribuenti passiamo ad essere cittadini con risparmi da proteggere, questa notizia è altrettanto buona? Dai rendimenti già magri, dobbiamo ancora detrarre l’Imposta di Bollo ed i costi, per cui il rendimento si riduce ulteriormente. E non basta. I rendimenti al minimo storico, oggi ci remunerano poco e non offrono più le garanzie di sicurezza del passato.

Facciamo qualche considerazione in merito:

  • I tassi di interesse sono scesi facendo salire i prezzi dei titoli emessi negli anni precedenti. Più i tassi scendono, più si avvicina il momento in cui non potranno più farlo.
  • Se i tassi di interesse saliranno, faranno crollare i prezzi dei titoli che abbiamo già in portafoglio e, sappiamo che, più si cade dall’alto più ci si può fare male.
  • Se resteranno bassi, con la ripresa dell’inflazione, auspicata dai Governi e dalla BCE, daranno rendimenti reali negativi poiché non copriranno l’inflazione, facendo perdere valore al capitale investito.

Cosa fare?

  • Se si è investito in Titoli di Stato e obbligazioni, il cui prezzo è salito molto, si consideri l’opportunità di venderli consolidando un guadagno che, a scadenza, andrà perduto (perché viene rimborsato solo il valore nominale).
  • Se fossero in programma nuovi investimenti in obbligazioni, attenzione ai rendimenti migliori a scapito della qualità: i disastri di Argentina, Cipro, Lehman Brothers, Parmalat, Cirio & Co. sono tutti nati sotto questa stessa stella. Meglio privilegiare i titoli indicizzati e diversificati anche per valuta, per esempio in Dollari. Il mondo è grande e fortunatamente differenziato, quindi, non c’è obbligo di restare prigionieri di una situazione unica legata ad un solo paese o ad una sola valuta. Gestioni, Fondi, Sicav, Polizze, di bravi Gestori Professionali, sono ottimi veicoli per dare respiro internazionale ai risparmi, migliorando rendimenti e riducendo il rischio grazie alla diversificazione degli investimenti (Europa Usa Asia etc.) e delle valute.

Queste sono informazioni di carattere generale. Per suggerimenti ed approfondimenti su esigenze e situazioni particolari resto a disposizione per rispondere ai vostri questiti: emanuela_gemmiti@yahoo.it

Dott.ssa Emanuela Gemmiti

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu