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Samanta Fava, iniziato il processo. La difesa: “Nessuna traccia di Cianfarani nella casa di Fontechiari”

È iniziato ieri mattina a Cassino (Lunedì 03 Marzo ndr) il processo in corte d’assise che vede come unico imputato il sorano Tonino Cianfarani, accusato dell’omicidio ed occultamento di cadavere di Samanta Fava. La difesa del Cianfarani è composta dall’avvocato Ezio Tatangelo, dal medico legale dott. Giuseppe Delli Colli, dalla criminologa dott.sa Roberta Bruzzone e dalla psicologa forense Dott.sa Cecilia Forenza. I difensori hanno scelto il rito ordinario perché ritengono vi siano vistose e profonde incongruenze tra gli indizi trovati dall’accusa.

A tal proposito, l’avv. Tatangelo ha dichiarato: «L’impianto accusatorio è a nostro parere debole. Continuiamo ad affermare che manca il movente del delitto e che la morte della donna è avvenuta per una tragica fatalità. Tra l’altro, anche gli accertamenti posti in essere dal pm (autopsia, prelievi, ecc.) hanno evidenziato che le cause del decesso della povera Samanta non sono chiare e che le ipotesi formulate in merito dall’accusa sono compatibili con tantissime altre scene. Ma soprattutto, nella casa di Fontechiari non sono state trovate tracce ematiche né di Dna ricondicibili a Tonino Cianfarani, il quale si ritiene innocente». Giovedì 06 marzo la seconda udienza del processo nella Città Martire: il pm ascolterà i testimoni.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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