Samanta Fava: la Scientifica analizza 30 reperti per far luce sulla morte della 35enne sorana

Proseguono le indagini sulla morte di Samanta Fava, 35enne sorana scomparsa nell’Aprile 2012 il cui cadavere è stato rinvenuto nella cantina di un’abitazione sita al centro di Fontechiari lo scorso Giugno. La Polizia Scientifica ha trovato una trentina di oggetti che analizzerà per verificare la presenza di impronte digitali o tracce di Dna.

Per la morte della giovane è in carcere da tre mesi Antonio Cianfarani, muratore di 40anni accusato di omicidio ed occultamento di cadavere. Gli oggetti analizzati, come riportato da IlMessaggero.it, sono stati tutti rigorosamente numerati e isolati: si va dei vestiti della donna, passando per il sacco nero nel quale è stato disposto il corpo, sino alle fascette stringenti di plastica utilizzate per tenere parti del corpo.

Gli inquirenti riserveranno, tra l’altro, particolare attenzione alle unghie della donna morta al fine di verificare la presenza di tracce biologiche nella zona subunghiale. Le cause della morte di Samanta sono ancora avvolte nel mistero. Finché non verrà fatta luce sul decesso, difficilmente il suo corpo potrà essere restituito alla famiglia per i funerali.

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