lunedì 14 marzo 2016

«Se a Sora c’è nato Giuda, a Cassino Ponzio Pilato» (di Maurizio D’Andria)

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 104 firmatari

«Con le critiche non si va molto lontano e soprattutto a Sora non si fa tutela della salute pubblica perciò non avanzo più critiche all’assessore all’ambiente o al sindaco ma promuovo atti giuridici e giudiziari. Nella azione civile – Class Action promossa da 104 residenti di Sora e di Isola del Liri nel 2014 contro la società Burgo Group SpA – Cartiera del Sole per presunto inquinamento dell’aria da PM2,5 sono chiamati in giudizio anche la Regione Lazio (contumace, cioè senza avvocato in rappresentanza), la Provincia di Frosinone e il Comune di Sora responsabili ufficialmente della tutela della salute pubblica e nel contempo della mancata azione di controllo, prevenzione e contrasto delle fonti di inquinamento che la minacciano, pur essendo stati lungamente avvisati e pur avendo loro stessi riscontrato la gravosità dei fatti e delle condizioni ambientali esistenti. Sembrerebbe perciò che tutti gli enti pubblici citati, venendo meno al loro principale dovere istituzionale cioè la rappresentanza dei cittadini, non vogliano interessarsi della tutela della salute pubblica dei propri concittadini/elettori che invece registrano incidenze di malattia e mortalità in aumento, almeno a quanto si sente dire in giro giacchè anche la ASL di Frosinone non pubblica dati statistici di merito. Ricordo che i monitoraggi svolti da ARPA LAZIO indicano un forte pericolo per la salute pubblica che permane sulla città di Sora. Si aggiunga che anche la Procura della Repubblica di Cassino e lo stesso Tribunale ci mettono del loro giacchè è di pochi giorni la notizia del rinvio della prima udienza del procedimento penale contro personale di Arpa Lazio sezione di Frosinone, altri dipendenti della Cartiera del Sole e società fornitrici di servizi di quest’ultima al 20 ottobre prossimo (tra 7 mesi) perchè a 3/4 dei 5/6 inquisiti (dei 10 iniziali, vedremo chi è uscito dal processo con quali motivazioni) sembrerebbe non sia stata data comunicazione di presentarsi in Tribunale. Strano? Per molti versi si.

Passi una mancata comunicazione ma tre o quattro… Come si fa, a chi si e a chi no? Il Cancelliere non ha la lista degli imputati? I soliti mali della giustizia italiana o del Tribunale di Cassino? Bho! Ognuno si faccia l’idea che vuole. Ho già segnalato con esposto alla Procura della Repubblica di Perugia e ad altre Autorità più alte la sentenza quanto meno discutibile (purtroppo non appellata da chi doveva e poteva) già emessa nel febbraio 2015 che ha visto assolti 4 imputati di cui 3 della Regione Lazio titolari del procedimento di autorizzazione alla turbogas (non applicazione della legge sulla Valutazione di Impatto Ambientale) e un ex direttore della Cartiera del Sole. Assoluzione basata principalmente su un dato tecnico apparentemente errato pure di facile determinazione quale la potenza termica complessiva dell’impianto cogenerativo in questione. Ho chiesto la verifica di tale dato e spero sopraggiungano presto notizie di merito. Chi manca? La politica? La politica che attraverso gli eletti è chiamata a governare il territorio e i suoi cittadini? La Regione Lazio? La Provincia? Il Comune di Sora? Chi li ha visti?

Forse che il consigliere candidato a sindaco di Sora Roberto De Donatis che recentemente, parlando della vicenda Cartiera del Sole, ha lanciato accuse di “giustizialismo” sia “la buona politica”? Non dovrebbe il consigliere candidato a sindaco preoccuparsi invece della salute dei suoi concittadini e chiedere alla Burgo SpA di mettere i filtri alla turbogas? Nel procedimento penale a divenire invece gli stessi enti figurano come parte lesa per cui dovrebbero e sottolineo dovrebbero costituirsi parte civile. Lo faranno? Ho i miei dubbi. Un quadro che definire desolante significa essere ancora molto ottimisti. Ma a giugno ci sono le elezioni amministrative, vedremo come si comporteranno i sorani. Il disagio sanitario è evidente. Per la popolazione limitrofa alla cartiera e di tutta Sora il rischio è sempre maggiore. I malati e i morti aumentano e aumenteranno in futuro. Le future generazioni sono fortemente a rischio sanitario.

Tra la gente cresce la consapevolezza che si stà andando incontro ad un disastro ambientale e sanitario di proporzioni emergenziali e così sarà inevitabilmente al passare del tempo se non si porrà al più presto rimedio. Tutto ciò è un costo sopportabile per la popolazione di Sora? In nome del profitto di una multinazionale che non investe su Sora? Spero perciò che i sorani vogliano riappropriarsi della propria salute e votino in massa chi si propone per risolvere il problema alla radice, con il dialogo ma con fermezza. La soluzione c’è ed è dietro l’angolo. Se fosse il Comune di Sora a richiedere alla Burgo SpA di mettere i filtri alla turbogas, sarebbe tutto sistemato. Ricordo che il sindaco è responsabile della tutela della salute pubblica dei suoi concittadini e non solo del benessere economico o dell’asfalto davanti casa dei suoi elettori.

Si può parlare di una sottovalutazione della problematica inquinamento in favore di altri interessi? Sinceramente io non so se si possa parlare di sottovalutazione, di dolo, di sottomissione psicologica, di fiancheggiamento o di corruzione. L’occupazione dei lavoratori non è messa a repentaglio dalla installazione dei filtri alla turbogas. Stiamo parlando di centinaia di migliaia di euro di costo (dicono 300.000 euro) per interventi di sicurezza ambientale contro milioni e miliardi di ricavi della vendita dell’energia elettrica prodotta dalla turbogas e venduta al mercato delle aziende. Data l’incertezza sulla potenza elettrica dell’impianto cogenerativo in uso presso la Cartiera del Sole, se fossi un ufficiale della Guardia di Finanza di Sora andrei a vedere anche i rapporti di scambio tra Burgo Carta e Burgo Energia, tanto per essere sicuri quale azienda è la proprietà della turbogas e chi è che vende l’elettricità a chi. Per carità nessuna indicazione di ipotesi di reato ne illazione da parte mia, ma visto i tanti reati contestati dalla Procura di Cassino, le tante “ombre” e le tante “partecipazioni” di soggetti che a vario titolo sono accusate dai vari P.M. di adoperasi “in sinergia” per agevolare l’esercizio industriale anche in violazione di Leggi, è lecito porsi anche questa domanda e se io fossi un ufficiale della Guardia di Finanza una occhiata la darei, tanto per fare maggiore chiarezza.

Su casi come quello di Sora, Procure di altri distretti hanno agito in modo molto più incisivo e diretto con il sequestro degli impianti incriminati e processi veloci. Nel nostro caso invece sembrerebbe prevalere la disorganizzazione degli uffici di Giustizia comunque l’ineluttabilità dell’errore umano. Nel nostro caso perciò, niente a che vedere con “Mani pulite”… ma nemmeno con “Aria pulita”. Mancata comunicazione agli inquisiti e rinvio al 20 ottobre, questo è. Nel frattempo i sorani continuano a respirare l’aria inquinata e ad ammalarsi. Niente a che vedere. E mentre i costi dei filtri alla turbogas non rappresentano un rischio per l’occupazione delle maestranze, abbiamo invece già visto la minaccia di licenziamento di 185 lavoratori della cartiera qualora tutti e 400 i dipendenti non avessero firmato il nuovo contratto a ribasso economico di 5/6 mila euro l’anno per tutte le maestranze senza che i sindacati fossero riusciti a contrastare tale imposizione.

Dico perciò che la Cartiera del Sole potrebbe mettere a norma almeno gli impianti più inquinanti quali la turbogas ed altri camini emissivi le polveri sottili. Turbogas che ha raddoppiato il consumo di metano, passato da un anno all’altro da 54 milioni di metri cubi l’anno ad oltre 101 milioni di metri cubi l’anno (12.000 mc/h x 8.420 h/anno – Dati Burgo SpA) con conseguente carico inquinante a carico dell’aria di Sora e dei nostri polmoni. Città di Sora ubicata in una conca dove il circolo dell’aria e molto limitato e dunque l’inquinamento staziona e si somma progressivamente. Nessuno, meno che mai io, in questi 8 anni ha chiesto la chiusura della turbogas pure oggetto di probabili pesanti illeciti amministrativi. Il giudice Sordi ha chiesto di effettuare i monitoraggi al camino della turbogas e noi ci accingiamo ad effettuarli “a norma di legge”. La Burgo SpA conosce già i risultati che verranno fuori. Sebbene il loro sistema di monitoraggio in continuo sia risultato “difettoso”, sanno perfettamente quali sono i valori che andremo a registrare e perciò c’è molto nervosismo in giro. Dico che la uguale turbogas (GE LM2500+G4) in esercizio presso il distretto industriale di Colleferro (RM), posto in aperta campagna (non nel centro di 2 città densamente popolate) è dotata di un sistema di abbattimento SCR degli ossidi di azoto NOx che consente la sostanziale riduzione della formazione di micro polveri primarie e secondarie nell’aria (di campagna) di Colleferro. Peccato che il Giudice dottor Sordi non abbia voluto acquisire queste informazioni nel procedimento civile Class Action.

Una grande azienda come la Burgo Group SpA non dovrebbe scendere a livello di battaglie continue in tribunale ma sedersi al tavolino e decidere finalmente di fare gli investimenti tecnologici del caso. I sorani sono certo, all’occasione farebbero feste e monumenti alla azienda che dimostrerebbe allora si di essere una grande azienda e non solo una multinazionale che fa “spallucce” alle esigenze di salute dei cittadini locali e limitrofi. Io penso che la direzione della Burgo SpA sia stata mal consigliata tempo addietro e ancora oggi lo sia per motivi di assoluta mala gestione locale, amministrativa, industriale e politica che ancora bussa alla porta. Sono i cattivi consiglieri che rendono difficili le cose da farsi. Alcuni passi nel senso giusto la Burgo SpA li ha già fatti, sebbene sollecitati da miei esposti ed indagini della Procura di Cassino. Ad agosto 2013 ha installato 15 filtri a sacco ad altrettanti impianti/camini emissivi polveri in atmosfera e negli ambienti di lavoro con recupero di salubrità per la popolazione limitrofa e le stesse maestranze. Un risultato che non possono vantare nemmeno i sindacati interni.

Ha pagato i costi della realizzazione di 800 metri di marciapiede che dalla cartiera vengono verso il centro di Sora e l’illuminazione pubblica ivi posta. Ha donato al comune di Sora 400 alberi che lo stesso comune ha provveduto a piantare qua e la per Sora, ispirando pure una campagna pubblicitaria pro amministrazione Tersigni. Ha fatto cioè opere di compensazione che però risultano essere inadeguate ed insufficienti. La città di Sora non ha bisogno di mance, ha bisogno di filtri alla turbogas. Mi auguro perciò che ai prossimi incontri in sede di rinnovo A.I.A. presso la Provincia di Frosinone previsti nel mese di aprile l’azienda (e non vedo l’ora di incontrarli) abbandoni la linea dei suoi avvocati e ragioni con la testa del management, proiettata al futuro. Viceversa lo scontro sarà totale e perenne, fino alla richiesta e all’ottenimento di risarcimenti milionari per i cittadini di Sora. Checchè la Procura e i Giudici si trovino a rinviare tutto a data postuma per loro inefficienza, cioè dei loro uffici, ci sarà sempre una nuova azione giudiziaria da portare avanti. Se non sarò io, saranno altri sorani ad iniziarla. La via è fatta. La Cartiera del Sole così come stà ci dà molti motivi e occasioni. Nemmeno Bruxelles è poi così lontana e lì sconti non se ne fanno anzi, ci mettono pure gli interessi pregressi. Presto potremmo attivare un giudizio contro il Ministero competente. La gente si ammala sempre di più e capisce sempre di più. Non ci si può fermare senza un risultato positivo, risolutivo, definitivo.

A parte il coinvolgimento emotivo e sociale, il mio coinvolgimento giuridico al processo penale che verrà è ancora oggetto di definizione. Molti mi vorrebbero fuori dal processo e ci stanno già provando. Da parte offesa ho scoperto che forse non lo sono più. Eppure l’esposto che ha attivato la magistratura l’ho fatto io e da parte offesa mi è già stato concesso di consultare i 12 faldoni di documenti del P.M. Chiederò di costituirmi Parte Civile insieme ad altre persone . Anche ARPA LAZIO si costituirà Parte Civile contro se stessa, cioè contro i suoi dipendenti di Frosinone citati in giudizio. Mossa o contro mossa vedremo. Nel processo già conclusosi pure è successo qualche cosa di molto simile. Il rinvio lo trovo perciò un brutto incidente di percorso della Procura di Cassino, vuoi per le motivazioni adottate (mancata comunicazione agli imputati), vuoi per la data fissata. Attendere mesi ed anni affinchè la giustizia faccia il suo corso su reati così odiosi come quelli contestati agli inquisiti non è un bel vedere, certo non indice di efficienza. Abbiamo già avuto un brutto epilogo e sono pronto a segnalare alla magistratura competente “super partes” eventuali infrazioni.

Se poi dovessimo immaginare, dico solo immaginare che la giustizia non viene amministrata bene perchè si fanno considerazioni extra giudiziali, non pertinenti alle presunte violazioni di legge commesse dai soggetti indicati , direi che la Procura della Repubblica di Cassino avrebbe esaurito il suo compito istituzionale votandosi ad altro tipo di organizzazione. Una ipotesi questa che oltre a non essere concepibile non è nemmeno ipotizzabile. Tuttavia a Sora c’è chi parla già di “complotto” organizzato ai massimi livelli per coprire la catena di misfatti e reati che si sono commessi in questa lunga vicenda. Ma io in generale ho molta fiducia nella magistratura. Tre processi, una montagna di reati contestati, impianti non a norma già segnalati da tutti gli enti competenti, qualche cosa vorranno pur dire. Le montagne di micro polveri non si possono nascondere sotto nessun tappeto. Sono destinate ad aumentare e con loro anche le problematiche inerenti la salute dei cittadini che chi amministra la cosa pubblica o la giustizia deve per DOVERE e non per piacere tutelare. Forse i nuovi magistrati… forse i vecchi magistrati… Sono sicuro che i giudici che stanno gestendo i due processi in corso (…) saranno ligi al loro dovere. Da loro la popolazione di Sora e dintorni si aspetta una lezione di Diritto non di rovescio. E così sarà. A meno che….»

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