lunedì 5 novembre 2012 487 VISUALIZZAZIONI

SLC CGIL: “A rischio chiusura Uffici Poste Italiane in Valle di Comino”

Quelli che si presentano sono giorni decisivi per la questione delle chiusure degli uffici postali prospettate da Poste Italiane ad inizio estate. Dopo uno stop dovuto all’apertura di un conflitto di lavoro a livello nazionale da parte della Cgil, assieme a Cisl e Failp, si riapre il tavolo nelle varie regioni.

«Ricordiamo che delle trentasei chiusure prospettate in tutta la regione ben dodici riguardano la provincia di Frosinone. E’ evidente che questo territorio, già vessato dalla forte crisi economica e finanziaria che ha coinvolto numerose aziende costringendole a ricorrere a varie forme di ammortizzatori sociali, obbligato ad una forte contrazione dei servizi offerti dalle amministrazioni, causata dalle ripetute manovre di riduzione della spesa pubblica messe in atto negli ultimi tre anni, assisterà ora alla ulteriore diminuzione di servizi che la chiusura degli uffici postali comporterà. La posizione della Cgil in questa faccenda è di netta contrapposizione al piano aziendale» sostiene Giuseppe Di Pede, segretario generale della Slc Cgil di Frosinone, il quale specifica che «questo piano è avulso da qualsiasi dato economico su questi uffici e pertanto lo riteniamo inaccettabile; ciò che traspare è l’applicazione del decreto Scajola, priva però di qualsiasi considerazione economica e sociale dei territori interessati.»

Come precisa Andrea Pantano, responsabile del settore Poste della Slc Cgil «La scelta di “punire” in particolare alcune parti del territorio, quali la valle di comino ed il cassinate, è inaccettabile, soprattutto alla luce del fatto che più volte in questi anni gli stessi uffici ora bollati come antieconomici, sono stati premiati da Poste Italiane per i risultati commerciali conseguiti. Opinabile ci sembra inoltre la scelta di ridurre l’apertura al pubblico di altri cinque uffici: il timore è di trovarsi fra qualche mese a discutere della loro chiusura.»

«La nostra è la stessa posizione mantenuta dall’inizio della faccenda, ci schiereremo dalla parte delle amministrazioni locali che inevitabilmente dovranno subire un duro colpo senza poter minimamente dialogare con l’azienda perché, lo ricordiamo, al di là di quanto pubblicamente sostenuto dall’amministratore delegato Sarmi, nessun sindaco a quanto ci risulta è stato mai contattato per discutere della fantomatica trasformazione di questi uffici postali in centri multiservizi» a specificarlo è il segretario Di Pede.

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