sabato 30 luglio 2016

SOCIALPOLITIK – Tiziano Rea: “Il Cinema deve e può tornare a Sora!”

Dunque, sembra essere opinione comune, a Sora, che tra le tante cose che mancano, manca un Cinema. Non mi dilungo sui perché un investimento in tal senso è, ahimè, quantomeno improponibile (mancanza di investitori, infrastrutture, pubblico etc), tuttavia sono mesi che rifletto su una possibilità. Invece di un Multisala o un Cinema Teatro perché non provare a studiare la possibilità di una sala a misura d’uomo e, soprattutto, ecosostenibile (dove “eco” sta per “economicamente”)?

A Sora, come sappiamo, c’erano 5 sale cinematografiche (il Capitol, il Supercinema, il Liri, Il Corso e il Moderno), ma tolto il Capitol e il Supercinema le altre sale erano di ben minore entità. Ad esempio il Cinema “Corso” disponeva di una sala con circa 50 posti a sedere (mi si corregga se sbaglio). L’idea è quindi quella di creare una sala simile più ad un mix tra un cineclub ed un piccolo teatro sfruttando forze, risorse, eccellenze e appassionati del territorio.

Purtroppo il problema delle sale cinematografiche che, quasi giornalmente, chiudono è sentito in tutta Italia ma da questo fastidioso fenomeno se ne deducono anche conseguenze interessanti, ad esempio le poltroncine possono essere acquistate a prezzi molto, ma molto, bassi (quando non addirittura cedute gratuitamente) laddove vengono dismesse. Se fate un giro su internet troverete molti annunci in tal senso, certo ci sono le poltrone che costano anche oltre 100 euro l’una, ma con un po’ di attenzione troverete anche quelle da 15 euro l’una. Pensate, con un investimento di meno di 1000 euro (probabilmente meno, con un po’ di fortuna ZERO) si può senz’altro dotare una sala di almeno 50 posti a sedere (ma anche recentemente ho visto annunci del tipo “90 poltroncine a 800 euro”).

Per quanto concerne lo schermo: il Supercinema vantava uno schermo di circa 5 metri di larghezza, il Capitol superava i 15 metri (ma doveva soddisfare una platea di 1500 spettatori), una sala di 50/100 posti può essere molto ben soddisfatta da uno schermo di 3/4 metri di larghezza. Bene, si può ricorrere all’aiuto di specialisti di altri settori, come ho fatto di recente con lo schermo di 3 metri e 20 che ho fatto realizzare dalla tipografia Polygraph e costato così poco che mi vergogno quasi a dirlo (e infatti non lo dico ma vi basti sapere che è un investimento alla portata di chiunque, anche di un ragazzo di 15 anni).

Gli interventi in termini di acustica:
Premesso che nessuno vuol paragonarsi ad un ingegnere, architetto o altro e che, ovviamente, non si potrebbe ricorrere ad una consulenza specialistica (e relativa progettualità) bisogna comunque tener conto che degli interventi in questo senso vanno messi in preventivo e quindi va affrontato il costo dei materiali.
Per fare un esempio: un pannello fono assorbente può arrivare a costare anche 10/15 euro, tuttavia con un po’ di ingegno si può ottenere un risultato assolutamente soddisfacente (se non migliore) riciclando gli scarti delle spugne con cui vengono realizzati i materassi e noi, a Sora, abbiamo una industria, la Marcelliflex, che è un’eccellenza del settore che sono certo sarebbe ben lieta di mettere a disposizione i propri scarti per un’operazione simile: costo zero, qualità 100, efficienza 1000.

Non vado oltre ma comunque già con questi punti appare chiaro che l’operazione sarebbe possibile con un investimento davvero miserevole, prossimo allo zero se paragonato all’eventualità, comunque affascinante, di costruire o recuperare un cinema teatro con il rischio che poi sarebbe difficile anche riempirlo (visto che dubito sulle prime avrebbe un enorme afflusso di gente).

Quello che servirebbe è la struttura da adibire a piccola sala, nella quale si potrebbe prevedere anche uno spazio da poter essere utilizzato dalle compagnie teatrali locali ad esempio per le loro prove. Quindi il Comune dovrebbe fornire la struttura ed eventualmente un investimento che con tutta probabilità non supera i 3 zeri e poi una squadra di volontari del luogo (scelti NON a caso ma tra gli appassionati e i professionisti, mi vengono in mente persone come Federico Fred Mantova, Michele Saccucci, Attilio Facchini, mio fratello, io stesso e molti altri) dovrebbero lavorare alla realizzazione del progetto perché vedete, non basta prendere delle belle poltrone, una bella sala, metterci uno schermo e via, il cinema non va solo visto e sentito… va anche respirato.

Non fossilizzatevi in cavillosità burocratiche, ci sono passaggi che vanno approfonditi certo (ad esempio ovvio che dovrebbe essere una struttura gestita da un’associazione esterna e non dall’amministrazione comunale), concentratevi solo sull’idea pura. Avremmo l’opportunità concreta di creare una sinergia di intenti che coinvolgerebbe l’industria, la piccola media impresa, il professionista, l’esperto e l’appassionato tutti uniti dall’obiettivo dello sviluppo culturale e sociale della nostra città e tutto rigorosamente “Sorano”, sostenibile economicamente, un vero e proprio gioco di squadra unico nel suo genere che quindi potrebbe essere esportabile come storia di successo in altre città.

Partendo dal presupposto che sia possibile, vi piacerebbe che questa idea per una “Piccola Sala Cinematografica Eco Sostenibile” venisse realizzata?

Tiziano Rea

Sergio Cippitelli

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