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SOLO UN CONVEGNO… L’Amore Malato (di Rodolfo Damiani)

Per chi si sofferma solo agli aspetti formali, certamente si. Per chi ha lavorato e si è messo in giuoco e per chi si è immedesimato nel tema, l’organizzazione, gli invitati, il modello di relazione, il living theatre, il lavoro degli studenti,  la musica, le poesie, i fiori amalgamati insieme, ha rappresentato un grande affresco, che deve far riflettere tutti su causa, effetto e prassi di un fenomeno in via di recrudescenza. Chiunque si sofferma al metodo e solo al metodo perde la parte qualificante e interessante dei lavori. Le Associazioni e gli enti rappresentati dovrebbero già dall’immediata osservazione rivelare metodi e risultati scelti e possibilità di creare una sinergia non episodica tra quanti credono nella possibilità di un domani più giusto e di una complementarità virtuosa fra gli scopi di ognuno. Tutti coloro che hanno organizzato e tutti coloro che hanno partecipato, oltre 200 persone, hanno portato una testimonianza ed un volontà di reagire ad una situazione di una ferocia inaudita, credo che questo sia il dato più importante del Convegno. L’omaggio della rosa, la recita delle poesie del poeta Massimo De Santis, l’esecuzione musicale, struggente e piena di nostalgia, di Daniela Lecce è stato un omaggio di grazia, paradigma del trattamento da riservare ad ogni donna. Ogni atto compiuto in riferimento a Gilberta, è stato un concorde auspicio, l’espressione di un desiderio che torni presto tra noi, e con questo intento la platea si è stretta affettuosamente ai familiari. La presenza della CISL, rappresentata al top provinciale da Alessandra Romano e da altri dirigenti fra il pubblico, ha posto il peso di una organizzazione che fin dalla sua fondazione nel 1950 ha posto l’emancipazione femminile al centro delle sue politiche, erede delle lotte delle Donne Cattoliche dell’UDACI (1910), delle esperienze delle donne del Partito Popolare fra il 1918 e il 1922, in cui l’avvento del Fascismo rinverdisce il mito del Superuomo e relega la donna fra le mura domestiche o in ruoli subalterni nei campi e nelle officine. Le battaglie delle mondine nelle insalubri risaie, molte portate dai caporali dal sole del sud alle brume piemontesi e lombarde, la lotta per l’abolizione della legge sul nubilato, le battaglie per la tutela della maternità e gli asili nido, l’abolizione dai contratti dei trattamenti differenziati per genere, l’apertura delle carriere e soprattutto la testimonianza di una linea sindacale che vede al vertice Confederale una donna, eletta per le sue capacità soprattutto da uomini. La presenza dell’AIPES ha portato una realtà che ha assunto il compito ancora più difficile, dare dignità,creare condizioni di vita sufficienti a chi dalla natura ha avuto altri “doni e attitudini”, e contemporaneamente creare condizioni di lavoro non da emarginate alle numerose volontarie che si dedicano a tale missione, quello dell’AIPES è un inno alla vita e alla pari dignità per tutti, la guida dell’Ente è saldamente nelle mani di Maurizio Ottaviani che ha fatto della pari dignità e del rispetto della donna una crociata. Il Prof. Vinicio Del Castello con i suoi allievi ha mostrato che l’educazione conta, che certi atteggiamenti di prevaricazione vanno intercettati e confutati in età scolare dove troppo spesso si pensa più ad essere scuola di nozioni che scuola di vita. La linea etico morale, i ragazzi della scuola la hanno testimoniata con una performance da living theatre ammirevole, coniugata con una gustosissima preparazione professionale. Gli esponenti delle categorie professionali presenti, i dottori Nisia, Eligi Andrea e Boffi Bruno hanno portato il peso della difficile esperienza di chi è in prima linea nel prevenire e soprattutto nel curare. Dalle loro parole ricche di umanità e di rammarico di non poter fronteggiare tutte le emergenze e non per loro volontà, abbiamo appreso il significato della difficile professione di lavorare con soggetti ”particolari”. Martina Sperduti ha aperto uno spiraglio sull’attività dei centri di ascolto e di accoglienza, spronando le donne a valersi delle leggi esistenti. Hanno, con la loro presenza, testimoniato la loro convergenza le Associazioni “Risorsa Donna” e “Iniziativa Donne”. Enzo Catenacci ha dimostrato che difendersi è possibile, basta non avere paura. Il Sindaco Tersigni ha portato la solidarietà e la vicinanza della sua Amministrazione. L’Ispettore Capo Centofanti ha portato la voce degli organi tutori dello Stato, con il peso della sua esperienza, della sua preparazione e di una corrente di simpatia che riesce a generare con le sue parole. La Prof.ssa Fiorenza Taricone ha portato oltre il bagaglio di conoscenze teoriche notevoli, una esperienza di vita ammirevole, un modo deciso di espressione che affascina, una decisione che rivela un carattere forte, come sta dimostrando in questa battaglia a difesa delle donne.

UNA OCCASIONE GRATIFICANTE, CON L’AUSPICIO CHE DALLA CONVERGENZA DI TANTE VOLONTA’ NASCA UN PROGRAMMA CHE GUARDA LONTANO.

Rodolfo Damiani

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