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SORA – 2 studenti del “Simoncelli” tra i 50 giovani latinisti ammessi alla seconda fase del Certamen

CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS XL: il Liceo Simoncelli tra gara e senso di sè. Una magnifica notizia per la storica scuola di Sora.

Alla Howard University, e a tutti coloro che considerano il greco ed il latino lingue appartenenti ad un passato con cui abbiamo smesso da tempo di fare i conti, il “XL CERTAMEN CICERONIANUM ARPINAS” insegna ancora oggi quanto sia importante coltivare l’amore per gli studi classici. A testimoniarlo è l’entusiasmo che anche quest’anno ha animato il Liceo Classico V. Simoncelli di Sora, grazie alla partecipazione degli alunni che hanno deciso di cimentarsi in questa sfida (soprattutto) con loro stessi: Piersandro Concilietti, Maria Facchini, Filippo Florio (VA), Allegra Costantini e Matteo Tersigni (VB).

Nonostante la situazione pandemica non abbia permesso loro di vivere a pieno l’atmosfera del Certamen, che si configura anche come momento ricreativo di grande importanza a livello sociale, la mattina del 7 maggio 2021, gli studenti del Liceo di Sora in un’aula dedicata, nell’arco di tempo di tre ore, hanno sostenuto la prima prova: una versione tratta dalla celebre orazione ciceroniana, “Pro Cluentio, che lo stesso Matteo definisce “lineare e scorrevole, come lo stile di Cicerone”.

Ben due candidati, Piersandro Concilietti e Matteo Tersigni, fanno emergere lo splendore di questo liceo, classificandosi tra i primi cinquanta latinisti ammessi alla seconda fase del Certamen Ciceronianum Arpinas XL, traguardo che li porterà a partecipare direttamente alla seconda fase della competizione. Essa prevede un corso di Alta formazione sulla figura e il contesto storico-culturale di Cicerone, al termine del quale, il giorno 22 maggio 2021, gli studenti dovranno svolgere una prova ulteriore, della durata di tre ore, che consiste nell’elaborazione di un saggio sugli argomenti appresi nel corso dell’esperienza formativa.

Dal confronto con i due finalisti, emerge un entusiasmo ed una vitalità che non tutti gli studenti sono in grado di comunicare: “Nonostante la difficoltà nel rendere in italiano il vero significato della versione, quest’esperienza è stata il gratificante coronamento di uno studio del latino portato avanti per cinque anni, destinato in qualche modo a restarmi dentro per sempre”; afferma Piersandro, che a soli 19 anni sembra già aver capito l’importanza di far tesoro del proprio bagaglio culturale, unica vera fonte di costante arricchimento.

La ricchezza più grande è, infatti, proprio quella che noi studenti possiamo lasciare a quanti verranno dopo di noi, come suggerisce Matteo: “Ciò che consiglio alle future generazioni è di mettersi in gioco, perché nella vita bisogna sempre tentare (l’ho fatto anch’io, nonostante sia un inguaribile indeciso): ciò che conta è divertirsi e custodire il valore di esperienze come questa”.

Il vero merito di un liceo è dato dagli insegnanti e dalle loro parole, tramandate con passione di generazione in generazione, eppure c’è di più: ci sono le esperienze che ci formano, permettendoci di immedesimarci negli adulti che un giorno diventeremo; c’è la nostra spensieratezza, che ci consente di non essere mai schiavi di quello che facciamo, ma padroni di ogni nostra conoscenza ed abilità; soprattutto, c’è fiducia in un futuro di cui non sappiamo ancora nulla, ma che ci vede già correre impazienti verso tutto quello che il domani ha da offrire.

Tutto questo ho imparato a non dimenticarlo, grazie anche alle parole dei miei preziosi compagni: vederli accendersi di entusiasmo di fronte alla vita, di fronte ad una traduzione che non resta parola morta, permette anche a me di non spegnermi mai. Auguro dunque loro un grande in bocca al lupo, consapevole del fatto che saranno sempre in grado di trarre il meglio da ogni sfida. Ad maiora!

Gaia Petricca

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