SORA – 27-28-29 Gennaio: Festeggiamenti in onore di San Giuliano Martire. Il programma completo

Al via oggi a Sora i festeggiamenti in onore di San Giuliano Martire. Di seguito il programma dell’evento e una nota sulla vita del Santo tratta da Wikipedia.

«San Giuliano di Sora († Sora, 27 gennaio 161 ?) è un martire cristiano, decapitato sotto l’impero di Antonino Pio: si hanno tracce del suo culto presso la Chiesa d’occidente già nel II secolo. La tradizione orale riportata in alcuni testi tra cui quelli del cardinale Cesare Baronio considerati tra i più autorevoli, narra di un giovane (per alcuni un soldato[1]) che all’epoca della persecuzione di Antonino Pio venne in Italia dalla Dalmazia per predicare il vangelo.

Vicino ad Anagni fu riconosciuto come cristiano, arrestato e condotto ad Atina (ma altre fonti dicono a Sora [2]). Il governatore Flaviano, sicuramente residente in Sora, nel tentativo di farlo abiurare lo fece rinchiudere per sette giorni a digiuno e senza acqua in una tetra prigione.

Non avendo con ciò ottenuto il risultato sperato, si passò alla tortura durante la quale però si verificò il crollo del tempio di Serapide, ed a questo punto il governatore decretò la condanna a morte per decapitazione che fu eseguita nei pressi del tempio crollato. Era il giorno 27 gennaio dell’anno 161.

Questo è quanto riportato negli Acta Sanctorum. Anche sulla data del martirio esistono diverse versioni: Nel libro dei martiri romani si fa riferimento all’imperatore Antonino Pio (138-161). .I card. C.l Baronio conferma Sora come luogo del martirio. (Trattandosi dei primi secoli del cristianesimo e di una trasmis-sione orale l’approssimazione delle date non deve fare alcuna meraviglia )

Come risulta dal documento autografo del vescovo Girolamo Giovannelli †(1609-1632), trasmesso alla Congregazione dei riti il 15 aprile 1614, le reliquie di san Giuliano furono rinvenute nel luogo del martirio il giorno 2 ottobre 1612 e traslate il 6 aprile 1614, per ordine della duchessa Costanza Sforza Boncompagni, nella Chiesa di Santo Spirito che era stata eretta per volontà della stessa Sforza. Quasi duecento anni dopo il ritrovamento, il vescovo Agostino Colaianni †(1797-1814) le fece trasferire nella Cattedrale di Santa Maria Assunta, sotto un altare dedicato al santo».

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