6 anni fa redazione@sora24.it
LETTO 773 VOLTE

Sora: Alberto La Rocca fa il punto su imprenditoria, politica e sviluppo

In cinque domande il punto del giorno su imprenditoria, politica e sviluppo

1 La provincia di Frosinone sta attraversando, come il resto del Paese, quella che è stata definita la peggiore crisi economica dal dopoguerra ad oggi. Alla luce di questa considerazione crede ci sia una via per invertire la rotta?

Quando in una stanza  di casa c’è troppo disordine, non avendo avuto cura di tenerla sempre sotto controllo, bisogna rimboccarsi le maniche e sistemare le cose. La crisi c’è ed è veramente profonda e io credo che ancora non abbia fatto emergere le sue conseguenze peggiori in termini di disoccupazione, soprattutto giovanile, e perdita di valore delle aziende. Bisogna unire gli sforzi di tutte le componenti sociali, fissando obbiettivi ben definiti nei tempi e nelle energie necessarie, facendo emergere, una buona volta per tutte, vere competenze e veri meriti di chi è maggiormente capace. Soprattutto la politica deve finalmente essere in grado di autoselezionarsi mettendo in rete le migliori energie possibili: una buona filiera non la compone l’appartenenza allo stesso schieramento ma il condividere metodi di lavoro con stessi obbiettivi. Quindi c’è necessariamente una via per uscirne ma bisogna affrontarla con lo spirito giusto ed è proprio questo che mi preoccupa, perché alla crisi su temi economico-finanziari anche internazionali si somma una crisi di valori e di assenza di comportamenti corretti, ma fino a quando la gente continua a seguire in maniera massiccia il Grande Fratello televisivo sarà dura.

2 Quali le strade da perseguire per rilanciare l’occupazione e invertire il trend negativo dello spopolamento?

Partire da una analisi seria e obiettiva sulla situazione socio-economica dei nostri territori mettendo in luce i punti di forza su cui poter investire risorse ma soprattutto idee  e progettualità. Penso al turismo, alla enogastronomia, alle scuole e università da sviluppare e specializzare, ai servizi, allo sfruttamento delle nuove tecnologie, avendo il coraggio di non continuare ad insistere su temi ormai obsoleti. Penso che bisogna stare attenti ai tempi che cambiano, sapendo interpretare le nuove esigenze del mercato alla luce anche del nuovo rapporto tra l’individuo stesso e il proprio tempo. Basterebbe pensare, come esempio, quanto sviluppo ci sarebbe stato nel Frusinate se solo si fosse giocata in maniera corretta la opportunità che le veniva semplicemente offerta dalla posizione geografica: punto naturale equidistante tra Roma  e Napoli e tra il mare e i monti dell’Abruzzo. Un polo fieristico, uno sviluppo universitario, un polo ospedaliero di qualità e un polo commerciale su un bacino d’utenza enorme a quaranta minuti di viaggio, realizzati 25/30 anni fa, sarebbero state le basi per fare di buona parte della Ciociaria un volano di sviluppo e di occupazione. Quindi bisogna smetterla di operare sulle emergenze, possibilmente ricorrendo alle raccomandazioni anche per tappare una buca, e costruire il futuro con adeguate progettualità, impostando metodi di lavoro ben organizzati e programmazione efficace.

3 Lei, in quanto imprenditore, crede che i giovani ciociari possano sperare che in futuro la loro terra offrirà nuovamente possibilità occupazionali o crede, piuttosto, che i prossimi anni vedranno ancora le risorse umane cercare lavoro altrove?

I giovani devono accettare di mettersi in gioco smettendola di aspettare il “posto” e per giunta magari fisso, cercando piuttosto il “lavoro”, quello vero, quello in cui si genera valore aggiunto. Ci può essere qualche altro territorio che, per motivi contingenti e particolari, può offrire in un certo momento condizioni di maggiori opportunità, ma il problema è capire e accettare che bisogna rimboccarsi le maniche. Purtroppo per loro, e qui mi sento anche io responsabile, le classi dirigenti a tutti i livelli e non solo politico, non hanno saputo ragionare in termini più lungimiranti, interessandosi solo del contingente del breve periodo. Abbiamo saputo risolvere solo le urgenze e anche con metodi non sempre corretti, tralasciando la buona programmazione e progettualità di grande respiro. E allora adesso insieme possiamo invertire la rotta: i giovani assumendosi le proprie responsabilità e noi aiutandoli con la ritrovata serietà dei nostri comportamenti per far sì che ci possa essere non solo la speranza ma soprattutto la fiducia in un futuro migliore anche nella loro terra.

4  Parlando di politica, in occasione della scorsa tornata elettorale per le amministrative è stato candidato alla carica di vice sindaco con l’attuale presidente dell’Ater Frosinone, Enzo Di Stefano. Pensa che in futuro la politica potrà nuovamente fare parte del suo quotidiano?

Se per politica si intende l’appartenenza a un qualche schieramento solo finalizzato al conseguimento di spazi di potere per fini individuali o essere costretti a continui compromessi con la propria coscienza per far carriera, avendo la consapevolezza che si pensa il contrario di quello che si è costretti a dire o a fare, allora assolutamente no! Se invece politica è partecipazione alla vita collettiva, portare il proprio contributo di idee e di proposte, far sentire la propria voce anche per criticare, ebbene si, anzi lo ritengo un preciso dovere. In fondo non si può vivere in un grande condominio di cui si fa parte, disinteressandosene completamente, lasciando che altri, anche in maniera scorretta, facciano il bello e il cattivo tempo. Continuerò a mettere a disposizione della Città la mia esperienza maturata in anni di lavoro e di associazionismo di categoria, soprattutto per combattere la politica autoreferenziale e aiutare a far emergere le migliori energie possibili che saranno la futura classe dirigente a scapito dei tanti insignificanti “signorsì” che ruotano attorno agli attuali potentati.

5 Lei è il presidente di un’associazione che opera nella sua città, Sora, e che da quest’ultima prende il nome. Crede che nella presente contingenza economica i cittadini abbiano voglia di far parte della vita civica o siano inesorabilmente disamorati e delusi dalla politica del “palazzo”, forse troppo lontana dal quotidiano?

Il cittadino, ormai da troppo tempo, è abituato a ragionare in funzione solo di chi possa aiutarlo a risolvere il suo piccolo problema quotidiano. Non è stato sollecitato nell’esercizio della democrazia e quindi non è abituato a ragionare e vedere oltre il proprio piccolo ambito familiare o lavorativo che sia, perdendo di vista appunto il bene comune e la semina per il futuro. La selezione della classe dirigente non viene fatta su idee, programmi e metodi, ma sulla speranza della soluzione del piccolo problema personale. Poi però alla distanza ne avverte tutta la delusione per queste scelte e si allontana dal “palazzo”. La sfida da vincere è proprio questa: quella di coinvolgere, ascoltare, stimolare una attiva partecipazione al fine di far crescere la presa di coscienza dei diritti e dei doveri. La nostra associazione “Sora in Movimento” che vede la partecipazione di molteplici professionalità cui si stanno aggiungendo in maniera trasversale persone di grande spessore, ha raccolto questa sfida e sta cercando di portare avanti una attività di sensibilizzazione e di partecipazione che già nello scorcio finale del2011 hadato buoni risultati su alcune manifestazioni effettuate con buon successo. A questo proposito rivolgo un appello ai miei concittadini di aprire gli occhi, di svegliarsi dal torpore, di non pensare solo a criticare, ma di avere il coraggio ciascuno di dare il proprio contributo. Non è più tempo di stare al bordo della pista, è ora di scendere in campo e ballare! I danni provocati da quelli che hanno ballato finora sono troppo gravi.

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu