6 mesi fa redazione@sora24.it
LETTO 895 VOLTE

SORA – Alessia Recine ed Ersilia Atalaya vincono la 5a Borsa di Studio “Edoardo Abbate”

Le studentesse Alessia Recine ed Ersilia Atalaya sono le vincitrici della quinta edizione della Borsa di studio “Edoardo Abbate”, dedicata alla memoria del giovane ragazzo sorano scomparso prematuramente il 14 luglio 2102.

La cerimonia di premiazione si è svolta sabato mattina, alle ore 10.30, nell’Auditorium “De Sica”, a Sora, alla presenza della famiglia Abbate e delle autorità. Ad aprire l’evento le parole di saluto del M° Sandro Gemmiti, Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Sora che ha patrocinato la manifestazione. Quindi, ha preso la parola la Dirigente Scolastica del 3° Istituto Comprensivo Dott.ssa Marcella Petricca che ha ricordato la bella figura di Edoardo Abbate in veste di sua ex insegnante.

A seguire sono stati resi noti i nomi delle vincitrici della borsa di studio istituita dalla famiglia Abbate che ogni anno consegna un riconoscimento ad uno studente che si sia distinto per uno stile di vita ispirato ai valori dell’altruismo, tolleranza, solidarietà e disponibilità verso gli altri. Valori ai quali Edoardo si è sempre ispirato nella sua esistenza. È stata un’apposita commissione, composta dal Dott. Vincenzo La Posta, dalla Prof.ssa Clelia Di Stefano e dalla Dott.ssa Eugenia Natale, a valutare le numerose candidature pervenute.

Il premio ex aequo è andato ad Alessia Recine, studentessa della classe II A sez. Odontotecnico dell’Istituto Superiore “Tulliano” di Arpino ed a Ersilia Atalaya, studentessa della Classe III sez. B del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane “V. Gioberti” di Sora. Presenti i dirigenti scolastici dei due istituiti: il Prof. Michele Bove per il “Tulliano” e la prof.ssa Clelia Giona per il “Gioberti”

Anche quest’anno le candidature che i vari istituti del territorio hanno fatto pervenire testimoniano che tra i giovani c’è una parte sana, ancorata a saldi e importanti valori, praticati nella quotidianità della vita, che arricchiscono la convivenza civile. “Un io che diventa noi”: questa la riflessione di una delle due vincitrici del premio, che sintetizza il significato della “Borsa di studio Edoardo Abbate” perché i valori che intende additare sono proprio l’apertura verso gli altri e l’attenzione ai bisogni di chi, a volte, è anche incapace di chiedere aiuto.

Così la giuria ha motivato l’assegnazione del premio: “Purtroppo i mezzi di comunicazione di massa ci hanno insegnato, attraverso un martellamento quotidiano, che il male fa più notizia del bene, ma sappiano i nostri giovani che non è così, il bene esiste e viene realizzato, passando molto spesso sotto silenzio. Sta a loro seguirlo e rivelarlo perché diventi esempio per tutti nella costruzione di una società in cui non domini la concezione di Thomas Hobbes: “Homo homini lupus”, ma l’altro, chiunque egli sia, ci appaia come persona e come tale venga rispettato e, permettetemi, amato. Per l’anno scolastico 2016/’17 l’assegnazione della “Borsa di studio” è andata a due candidate ex aequo, che, come recita la motivazione, hanno manifestato qualità umane, doti di sensibilità e spirito di vero e concreto altruismo. Va poi aggiunto che le due studentesse hanno radici familiari comuni, radici sane che affondano in un terreno ricco di valori che sono stati assorbiti e fatti propri dalla nuova generazione: il seme della parabola evangelica è caduto “sulla terra buona e ha dato frutto”.

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu