SORA – L’auto dell’avvocata Giuliana Pagnanelli distrutta dalle fiamme sotto la propria abitazione riaccende a Sora il dibattito sulla sicurezza dei professionisti forensi. Il fatto risale alla notte di venerdì 10 aprile ed è tornato al centro dell’attenzione nel corso della trasmissione “Psiche Criminale”, in onda su Canale 122 – Fatti di Nera, dove la legale ha ripercorso quanto accaduto.

La testimonianza dell’avvocata Pagnanelli

Nel suo intervento, Giuliana Pagnanelli ha raccontato di essere stata svegliata da un forte rumore e di aver visto, affacciandosi dalle finestre di casa, la propria vettura completamente avvolta dalle fiamme. Subito dopo sono intervenuti i carabinieri, che hanno eseguito gli accertamenti del caso per chiarire la natura dell’episodio.

L’avvocata ha spiegato di vivere la vicenda con preoccupazione, ma senza timore. «Sono preoccupata in maniera sana, ma non ho paura», ha affermato, aggiungendo di confidare nel lavoro delle autorità e di auspicare una presa di posizione ancora più netta da parte delle istituzioni locali sul piano della condanna pubblica.

Il possibile movente e il tema della tutela

Nel corso della trasmissione, Pagnanelli, componente del centro antiviolenza SOS Donna, ha escluso un collegamento tra l’atto intimidatorio e il suo impegno nel sociale. Secondo quanto riferito, l’episodio sarebbe invece riconducibile a una complessa controversia professionale seguita dal suo studio legale.

Sul tema è intervenuto anche l’avvocato Brigazzi, che ha richiamato l’attenzione sulla disparità di tutela tra magistrati e avvocati. Pur svolgendo una funzione essenziale nel sistema della giustizia, i legali operano infatti come liberi professionisti e, secondo quanto emerso nel dibattito, dovrebbero poter contare su strumenti di protezione immediata nei casi di minacce dirette, anche per garantire il corretto svolgimento del processo penale.

La solidarietà dell’Ordine degli avvocati

Nel confronto televisivo è arrivata anche la solidarietà dei colleghi e dei rappresentanti dell’Ordine degli Avvocati di Cassino. Il presidente Di Mascio e il presidente Graziani hanno espresso vicinanza alla professionista, condannando con fermezza l’episodio.

Il caso di Sora resta ora all’attenzione degli investigatori, mentre sul piano pubblico si allarga il confronto sulla necessità di rafforzare la tutela degli avvocati esposti a intimidazioni nell’esercizio della loro attività.