Il Sora Calcio 1907 non parteciperà al campionato di Serie D 2026/2027. Alle ore 14 di oggi è scaduto il termine previsto per l’iscrizione delle società aventi diritto e il club bianconero non ha presentato la domanda.

La conferma è arrivata dalla Lega Nazionale Dilettanti, che ha comunicato la chiusura delle procedure. Delle 161 società interessate, 159 hanno depositato la documentazione, che sarà ora esaminata dalla Co.Vi.So.D. Il responso della commissione è atteso entro il 17 luglio. Le uniche due iscrizioni non perfezionate riguardano due società laziali: il Valmontone ha presentato espressa rinuncia, mentre il Sora non ha inoltrato la documentazione richiesta.

Delusione tra i tifosi

Tra i tifosi prevalgono delusione e amarezza, dopo settimane di apprensione, proteste e continui colpi di scena. La mancata iscrizione rappresenta una nuova pagina nera nella storia del calcio sorano, sostenuto per generazioni da una comunità profondamente legata ai colori bianconeri.

Le contraddizioni del calcio moderno

Non è la prima volta che il calcio cittadino si trova costretto a ripartire. Situazioni del genere, purtroppo, non si verificano soltanto a Sora. Non è certo una giustificazione, bensì la constatazione che, nel cosiddetto “calcio moderno”, sempre più distante dai valori sportivi e dal legame con i territori, anche un titolo può diventare oggetto di trattative, trasferimenti e decisioni estranee alla volontà dei tifosi.

La richiesta di ripartire

Tra i commenti pubblicati sui social emerge soprattutto la richiesta di ripartire immediatamente, affidando il futuro del calcio sorano a imprenditori e forze del territorio, senza dipendere ancora da soggetti esterni. Una ricostruzione difficile, ma necessaria, che dovrà partire da basi solide, trasparenti e condivise.

Perché, come scriveva Antonio Gramsci: «Mi sono convinto che anche quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio».