5 anni fa redazione@sora24.it
LETTO 503 VOLTE

SORA CALCIO – Intervista ad Ernesto Terra: “Non siamo primi per caso, la squadra è forte e quadrata”

Ernesto Terra, difensore bianconero, uno degli “eroi” di Tempio 2000, ma soprattutto di Catanzaro 2000: 5 anni a Sora ad inizio carriera, poi grandi squadre del calibro di Catania, Pescara, Atalanta, Arezzo. E infine, rieccoti a Sora. Il primo amore non si scorda mai?
Certamente. Sono stato felicissimo di tornare a Luglio e sono tuttora ancora più convinto della scelta fatta, sia perché la società si è dimostrata seria e solida, sia perché questa gente merita il massimo.

A dieci anni dalla vostra incredibile impresa al “Ceravolo”, cosa è cambiato nel Calcio?
Sicuramente sono diminuite le persone che investono in questo sport, pertanto è più difficile costruire qualcosa di buono e soprattutto duraturo. A Sora, devo dirlo, si è creata una situazione più unica che rara in questo momento: ci sono le basi per fare molto bene.

Data la sua esperienza personale, prova a insegnare qualcosa ai più giovani del gruppo?
Non mi piace ricordare il passato per fare il professore, magari speculando sul curriculum per farmi rispettare a priori: al contrario, sono abituato a concentrarmi sul presente. Qualche volta provo a dare dei consigli da “fratello maggiore” ai più giovani, ma nulla di più.

Passiamo al campionato del Sora. Mercoledì scorso ho chiesto a Castellucci se il primato bianconero è un frutto del caso oppure no. Il Mister ha risposto che il Sora è primo meritatamente perché la squadra è forte e lavora bene. Lei che dice?
Guardi, all’inizio non conoscevo i miei compagni di squadra, quindi non avrei immaginato l’attuale posizione di classifica del Sora. Dopo tre mesi di lavoro, però, devo dire che la qualità e soprattutto la moralità dei miei compagni giocatori mi ha piacevolmente sorpreso. Quindi concordo con il mister: la squadra è forte e quadrata.

Il calendario, però, non sorride al Sora.
Se parla del trittico terribile di Dicembre (Lupa Frascati e Sarnese fuori, poi Turris al Tomei ndr) le dico subito due cose: primo, noi stiamo pensando solo alla prossima partita (Domenica 25 a Roma contro il San Basilio ndr); secondo, non ci sentiamo inferiori alle squadre che ci inseguono. A mio parere nessuno ha il centrocampo e l’attacco del Sora in questo torneo. Quanto alla difesa, non mi esprimo perché sarei palesemente di parte, ma potete immaginare come la penso: abbiamo preso dieci goal, tre dei quali domenica scorsa contro il Selargius. Solo la Sarnese ha fatto meglio di noi, subendone nove, quindi…

Concludiamo con una domanda che va dritto al cuore: che mi dice dei tifosi del Sora?
Beh…
(Terra riflette, guarda in alto e poi sorride luminosamente), non posso raccontare tutte le emozioni che ho vissuto con il Sora, e di conseguenza con i suoi tifosi, perché sono tante e ci vorrebbe molto tempo. Le salvezze a Tempio e Castel di Sangro e la promozione di Catanzaro, ad esempio, sono state esperienze forti, impossibili da dimenticare. E mi hanno legato a questa gente anche negli anni successivi della mia carriera. Certo, attualmente vedo ancora gli spalti del Tomei non proprio pieni come vorrei, ma bisogna anche dire che il tempo non ci assiste. Il pubblico del Sora in Serie D, numericamente parlando, è quello che ho visto nella gara con l’Isola Liri, ossia pari più o meno a duemila unità. E’ chiaro che in C si crescerebbe. Parlando di amore per la Maglia, invece, credo che nessuno si offenderà se ringrazio di cuore quei ragazzi che ci hanno seguito ovunque, soprattutto in Sardegna. Sono stati davvero stupendi. Tra l’altro, i Sorani sono generalmente molto numerosi anche in trasferta; e le assicuro che giocare fuori casa con tanti tifosi al seguito è una cosa fantastica, un’emozione che si può provare con poche squadre in Italia: il Sora è una di queste.

Lorenzo Mascolo – Sora24

COMMENTA

Commenti

wpDiscuz
Menu