SORA – Centenario nascita Mons. Morganti: richiesta intitolazione piazza

Per sessant'anni opero nel Rione Napoli, uno dei più popolosi della città.

Il 7 settembre ricorre il centenario della nascita di mons. Mario Morganti (1919-2002), sacerdote, parroco educatore, che donò se stesso, senza riserve, ai giovani, ai malati, ai sofferenti, alle persone in cerca d’aiuto e di conforto.

«Mons. Mario Morganti ha svolto la sua intensa attività spirituale, religiosa sociale e culturale per quasi sessant’anni nei quartieri più popolosi della città, in particolar modo nel rione di Via Napoli e di Via Costantinopoli, contribuendo – dagli anni del secondo dopoguerra sino alla fine degli anni Sessanta del Novecento – alla promozione culturale, sociale e sportiva di molte generazioni di giovani e al sostegno, anche materiale, di molte famiglie. Il Ritrovo Operai di Via Parini, da lui realizzato all’inizio degli anni Cinquanta, è stato per decenni una importante realtà di aggregazione sociale con i molteplici servizi connessi.

Efficace, quanto discreta e costante, l’attività assistenziale da lui promossa sia con notissimi sacrifici personali sia mediante le Conferenze laicali della San Vincenzo de’Paoli. La sua attività è poi continuata dagli inizi degli anni Settanta fino alla morte, con la medesima intensità e con lo stesso zelo, nel territorio della parrocchia della Cattedrale e nel vasto rione della cappellania di S. Ciro e S. Restituta. Si devono alla sua penna pregevoli contributi alla storiografia sorana, con particolare riguardo alla figura di Cesare Baronio e alla vita di S. Restituta».

Con questa motivazione il preside Luigi Gulia il 23 luglio 2012 proponeva l’intitolazione di una strada o di una piazza. La commissione della Toponomastica cittadina fece propria la proposta e il Sindaco dell’epoca si adoperò per l’adozione di una apposita delibera comunale scegliendo la vasta piazza antistante la sede dell’Istituto Tecnico “C. Baronio” per onorare la memoria di mons. Morganti nel cuore del quartiere dove tanto bene aveva operato. Una proposta ben accolta da tutta la popolazione e anni fa caldeggiata anche da un “comitato spontaneo” coordinato da Nevio Conte.

A sette anni di distanza, in occasione del centenario della nascita di questo sacerdote “dalle mani bucate”, la cui azione caritativa è ancora viva e benedetta, si confida nella realizzazione di questo giusto tributo a chi ha lasciato un segno indelebile nella storia religiosa e sociale della città di Sora.

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