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SORA – Ci scrive “Nonno Francesco”, caduto con la bici insieme al nipotino

Lettera aperta con civile protesta e richiesta di senso civico da parte di cittadini e amministratori.

Gentilissimi buonasera. Vorrei condividere con voi una situazione che rende Sora non all’altezza della sua vivibilità. Il commento non ha valenza politica nei confronti di questa Amministrazione, poiché talune situazioni sono frutto di inadempienze anche del passato. Avendo il piacere, come nonno, di portare a passeggio il nipotino, come ad ogni mio rientro dal lavoro estero, ho avuto la dissavventura, per fortuna senza conseguenze, per mia imperizia di cadere dalla bici col nipotino per superare un passo di marciapiede ostruito da un auto.

Non è certamente il primo caso di ostruzione: camminando se ne possono incontrare a decine (evito fotografie), denotando:
1) una mancanza di educazione da parte di taluni conducenti;
2) mancanza di controllo e repressione da parte della Polizia Municipale.

Il problema più grosso che comunque mi viene in mente è: ma se un cittadino abile ha dei problemi di mobilità, come può un disabile muoversi in queste condizioni? E qui entrano in gioco le infrastrutture di una città dedicate al sociale: non ci sono piste ciclabili continue nell’area centrale, i passi sui marciapiedi spesso sono inesistenti oppure ostruiti oppure con gradoni che ne rendono difficile la percorrenza per un disabile, inclusa la entrata in qualche esercizio pubblico.

Spero che, non solo le proteste, ma il senso civico prevalga in tutti i cittadini e soprattutto nell’Amministrazione, per creare condizioni sicure di mobilità per tutti con programmi prioritari. Solo cosi Sora potrebbe essere additata ad esempio, per tanti paesi, come meriterebbe. Grazie.

“Nonno Francesco”

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