SORA – Dieci anni fa ci lasciava l’indimenticabile Don Domenico Del Vecchio

È stato un gigante della chiesa locale. Innumerevoli le iniziative nate dalla sua infaticabile mente: dal mensile "Vita Sorana" a Radio "SO.RA.", dalla "Corale San Silvestro Papa" al gruppo "Gioia e Speranza". L'affettuoso ricordo di Carmine Alonzi.

Sono passati dieci anni dall’ormai lontano 23 novembre 2009, giorno in cui Mons. Domenico Del Vecchio ci ha lasciato. Don Domenico è stato per la citta di Sora e per i suoi abitanti un padre, un fratello, un amico, un sacerdote esemplare, in particolare per la sua amata parrocchia di S. Silvestro Papa, di cui è stato parroco per diversi decenni.

Il rito funebre, presieduto dall’allora vescovo di Sora Mons. Filippo Iannone, circondato da tutto il clero e dai cittadini accorsi in grande numero, fu celebrato nella chiesa di S. Restituta dove giunse il corteo funebre che partì a piedi dalla Chiesa di S. Silvestro, luogo della camera ardente. Il vescovo durante l’omelia così descrisse D. Domenico: “… È stato un punto di riferimento importante per molti sacerdoti, come docente e negli uffici ricoperti nel nostro seminario. Ha accompagnato il loro cammino di formazione e li ha aiutati ad irrobustire la loro vocazione… Ed anche voi, fratelli e sorelle di S. Silvestro, che lo avete avuto come parroco per circa 7 lustri e tanti altri fedeli che lo hanno conosciuto, siete tristi perché siete stati privati di un padre nello spirito che ha sostenuto con la sua lunga attività sacerdotale il vostro cammino di fede, vi ha aiutato a crescere nel Signore”.

Molto sentito fu il suo impegno per giovani, con la creazione del gruppo giovanile “Gioia e Speranza” che seguiva le orme della benemerita associazione “Fede e lavoro “, fondata dal suo predecessore Don Loreto Cappello a Cancèglie. Ancora oggi è vivo il ricordo, fra tantissimi adulti, uomini e donne, degli insegnamenti, della crescita, della maturazione umana, culturale, civile e cristiana, radicata nel periodo di vicinanza con questo sacerdote: intere generazioni si sono formate con l’aiuto di D. Domenico, sotto il simbolo di queste associazioni. Grandi furono anche le sue passioni per la musica e per la fisarmonica, dalle quali partì lo slancio della fondazione della corale polifonica “S. Silvestro papa”.

Don Domenico anche essendo abruzzese – era nato infatti a S. Vincenzo Valle Roveto- è stato, di fatto, un sorano che ha difeso e valorizzato la soranità vivendo tra la gente e con la gente, che respirava e frequentava quotidianamente con la sua amata bicicletta. Il suo era un vero e proprio “male di Sora”.

Iscritto all’ordine dei giornalisti pubblicisti, fondò il mensile “Vita Parrocchiale” che in seguito generò il seguitissimo mensile “ Vita Sorana”, attenta ai problemi sociali e alla promozione del territorio, alla riscoperta e valorizzazione del dialetto sorano. Dal al 1973 al 1996 si rivelò un efficace mezzo di unione e di comunicazione anche tra la terra di origine e i tantissimi sorani sparsi per il mondo: oggi questi preziosi documenti raccolti in libri annuali sono diventati una preziosità rara e chi ne è in possesso li custodisce come un bene prezioso.

Sempre attento anche alla tecnologia, fondò Radio SOrella Radio, che ottenne altissimi indici di ascolto soprattutto al mattino, con il notiziario del giorno; seguivano le proverbiali trasmissioni di curiosità e cultura tenute con la collaborazione di tantissimi giovani e l’indimenticabile sacerdote don Ottavio Scaccia.

Il suo amore per Cancèglie e per il territorio della sua parrocchia dette vita a tantissime attività di promozione e di restauro. La chiesa di S. Silvestro Papa fu oggetto di lavori di consolidamento, di restauro e abbellimento, di riscaldamento, di costruzione di un nuovo organo della ditta Bevilacqua, della elettrificazione delle campane. Memorabile fu la donazione di una nuova campana in occasione del 60° di fondazione dell’associazione “Fede e Lavoro”. Anche il santuario della Madonna della Figura prima e quello di S. Leonardo dopo videro grazie a lui un altissima promozione religiosa e sociale, grazie all’interessamento per la costruzione di vie comode per raggiungerli con le automobili. Numerose furono le manifestazioni di promozione e di aggregazione delle persone come “Un mese e più a Cancèglie” durante il periodo natalizio e le varie ripatriate dei soci dell’associazione “Fede e Lavoro”.

Fondamentale fu anche la promozione liturgica del culto a S. Rocco, cappellania della sua parrocchia, con l’idea di tenere la santa messa nel giorno di festa nell’omonima piazza, oggi appuntamento per tutti i sorani in occasione della festa del santo. Don Domenico ha testimoniato la propria vocazione di servizio con grande disponibilità, fierezza di carattere, nobiltà d’animo, semplicità e umanità, restando sempre fedele ai principi cristiani e donando a tutti il suo fecondo esempio, la sua ricchezza umana fondate sulla forza del Vangelo.

Don Domenico è stato un cittadino sorano benemerito per quello che ha saputo donare a tantissime persone e a questa città: i cittadini ne onorano la memoria, nel cuore e nel pensiero. Sarebbe bello e riconoscente che ad un insigne concittadino fosse intitolata una piazza o una strada, gesto concreto e perenne del ricordo già vivo ed imperituro che vive nel cuore dei cittadini sorani.

Carmine Gabriele Alonzi