lunedì 4 dicembre 2017

SORA – Domenico Di Maio, “Ultimo dei Cittadini”, scrive a De Donatis

Nel testo si parla del “cattivo” ripristino dei lavori di scavo eseguiti per l’interramento e/o manutenzione di opere di sottoservizi.

In qualità di “Ultimo dei Cittadini” mi permetto, con questa lettera aperta, di condividere con Lei il tema “civico” della manutenzione del manto stradale a seguito di interventi eseguiti per l’erogazione di servizi pubblici o d’interessi privati. Come sappiamo, sono numerose e sempre più frequenti le testimonianze e le segnalazioni dei cittadini circa lo stato delle nostre strade definite “colabrodo” per il numero di buche presenti, pericolose pertanto per chi le percorre.

Ora un pensiero ha incominciato a non abbandonarmi ed è la convinzione che lo stato pietoso della maggior parte della nostra rete stradale – almeno per quelle principali – non è dovuto solo alla mancata manutenzione delle stesse ma è causato soprattutto dal “cattivo” ripristino dei lavori di scavo eseguiti per l’interramento e/o manutenzione di opere di sottoservizi, da parte delle varie Ditte esecutrici dei lavori.

Come possiamo notare se osserviamo attentamente le “ferite” che il manto stradale della nostra città riporta, appare evidente a tutti che a seguito degli scavi eseguiti, le ditte provvedono a sistemarli solo attraverso quello che viene definito ripristino provvisorio ossia riempimento dello stesso e chiusura con uno strato di conglomerato bituminoso. Manca, quasi sempre, invece il ripristino definitivo della pavimentazione da effettuarsi successivamente, una volta che gli assestamenti si sono manifestati e che, secondo quando stabilito dalla normativa in materia, prevede la riasfaltatura con tappeto d’usura su tutta la sezione.

Lavori così mal eseguiti, o come si vuol definirli non a regola d’arte, hanno ridotto strade da poco riasfaltate – un esempio su tutti, Viale San Domenico e Via Romana Selva – a vere e proprie trappole per automobilisti e pedoni, costretti a continue gincane per evitare rischi d’incidenti. Con il mancato ripristino definitivo, infatti, vengono a crearsi fessure tra vecchio e nuovo asfalto ma soprattutto, il suo abbassamento sulla sola traccia di scavo che
determina pericolosi dislivelli tali da far correre il rischio di caduta a ciclisti e motociclisti.

Per concludere, ritengo che lo stato delle nostre strade sarebbe maggiormente preservato se l’Amministrazione comunale fosse più attenta a controllare la modalità di esecuzione degli scavi stradali pretendendo, sempre, dalle Ditte esecutrici, il loro puntuale ripristino definitivo o nel caso del loro reiterato inadempimento ad adottare misure sanzionatorie tali da risarcire adeguatamente il danno cagionato. Chiamandoli, e sarebbe ora, a rispondere per i loro danni.

Tutto questo permetterebbe di allungare il ciclo di vita delle nostre strade ma soprattutto eviterebbe di scaricare su noi cittadini i costi di ripristino facendoli gravare sul “magro” Bilancio comunale e quindi sulle nostre tasse. Risorse che potrebbero essere destinate a finanziare altre priorità quali, scuola, servizi sociali, commercio, artigianato, se non dilapidate in assenza di controllo e vigilanza.

Vista l’attuale situazione economica che stiamo vivendo non possiamo più permetterci di continuare ad alimentare la cultura del “… tanto paga pantalone” ma compito preminente di chi amministra la res publica deve essere quello di alimentare sempre la legalità e il rispetto delle regole. Sono certo della Sua sensibilità e della sua capacità di ottenere dagli Uffici di competenza l’attenzione che merita quanto segnalato.

La ringrazio per la Sua attenzione e rispettosamente la saluto

In Fede
Domenico Di Maio

Commenti

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Completamente d’accordo!!!!!

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