giovedì 13 dicembre 2012

Sora e l’isola che non c’è

Per puro caso stamani all’una sono entrato in un negozio di Sora dove ho chiesto una consulenza tecnica a due amici, padre e figlio, veri esperti del proprio mestiere. Tra una chiacchiera e l’altra su ospedale e politica il discorso è scivolato sull’isola pedonale.

“Sono trent’anni che la dovevano fare a Sora, abbiamo un corso che è un gioiello, invece nulla”. Mi ha detto letteralmente imbufalito il commerciante sorano, senza peli sulla lingua. Ed io di rimando: “Hai ragione, sono stato un anno per lavoro al Nord, a Crema in Lombardia. Lì, in centro, c’è una bellissima isola pedonale con divieto al transito delle auto sia d’inverno che d’estate. La gente è abituata a camminare a piedi, tra negozi, bar e la cattedrale. Tutto molto preciso, bello e funzionale”. “Lo vedi – mi fa stizzito il commerciante – a Sora non si è potuto fare. E ormai è troppo tardi. Noi siamo rimasti fermi al palo. A Pechino, dove i negozi fatturano miliardi, l’isola pedonale l’hanno fatta. In Inghilterra, alla periferia di Londra, hanno trasformato un paesino, Milton Keynes,  in un gigantesco shopping center con strutture all’avanguardia, capace di ospitare perfino alcuni eventi delle recenti olimpiadi. E a Sora non si riesce a capire che è meglio chiudere il corso e farsi una passeggiata a piedi piuttosto che intasarlo di macchine? Con l’isola pedonale la gente avrebbe fatto a cazzotti per venire a Sora e invece…”. Sin qui il commercianti dal pelo grigio e senza peli sulla lingua.

Dichiarazioni spontanee che mi hanno ricordato quelle fatte da un altro commerciante sorano tempo fa. Quest’ultimo , se non sbaglio,  ha un negozio in centro, proprio sul corso Volsci. Ed in una riunione nella sala consiliare del Comune, la scorsa estate al cospetto di amministratori e colleghi esercenti, disse che un tema importante per il futuro sindaco di Sora sarebbe stato la gestione del corso Volsci e l’eventuale istituzione di un’isola pedonale declinabile in varie formulazioni.

Vi ho raccontato il fatto quotidiano perchè – freddo a parte – ricordo ancora a distanza di anni con tanto piacere le passeggiate invernali tra le colorate vetrine del corso in Crema. E non mi dispiacerebbe rifare un’esperienza simile a Sora dove il clima è migliore e la natura è stata così generosa da ispirare Christian Meyer Ross, pittore norvegese che, nell’ultimo quarto del 1800, dipinse splendidi quadri folcloristici a Sora (almeno così ho letto su Wikipedia). Non penso che l’artista norvegese cittadino onorario di Sora oggi sarebbe inspirato più di tanto dalle macchine che strombazzano sul corso Volsci…

Scrivo queste considerazioni perchè, come diceva un mio vecchio direttore di mensile sportivo, “i pensieri vanno sfornati subito”. E, anche se non sono più il direttore responsabile di Sora24, approfitto di questo spazio per dare un contributo di idee e riflessioni.  In attesa di un mio nuovo progetto sul web, parallelo e diverso da Sora24. Una sorpresa che arriverà presto, forse già sotto l’albero di Natale.

Sacha Sirolli 

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