martedì 5 maggio 2015

“Sora. Ferite di guerra”: un progetto del Comune per non dimenticare il 2° Conflitto Mondiale

“Settant’anni dopo. La memoria della Seconda Guerra Mondiale sul territorio della Regione Lazio” è l’importante progetto elaborato dal Comune di Sora, in collaborazione con il Centro di Studi Sorani “Vincenzo Patriarca” presieduto dal Prof. Luigi Gulia, che ha ricevuto un contributo di ben 25.000 euro dalla Regione Lazio. Tra le numerose iniziative realizzate grazie al finanziamento, sabato 16 maggio, alle ore 10.30, presso la sala consiliare del Palazzo municipale, si terrà la presentazione da parte del prof. Luigi Gulia del libro “Sora. Ferite di guerra” del dott. Costantino Jadecola e del prof. Giuseppe D’Onorio con un contributo del prof. Michele Ferri sull’antifascismo a Sora e pagine di diario della signora Wesla Mancini.

Il testo, curato dal “Centro Studi sorani Vincenzo Patriarca”, nell’ambito delle iniziative a settant’anni dalla fine della guerra, sarà gratuitamente distribuito agli studenti degli Istituti scolastici del territorio (triennio degli istituti secondari di secondo grado e classi terze degli istituti secondari di primo grado). In occasione della presentazione il libro sarà formalmente offerto ai signori Dirigenti scolastici presenti. Nei giorni successivi le copie riservate agli studenti di ogni singolo istituto saranno consegnate presso le rispettive sedi scolastiche a cura della tipografia incaricata. “Grazie al progetto “Settant’anni dopo. La memoria della Seconda Guerra Mondiale sul territorio della Regione Lazio” – dichiara il sindaco Ernesto Tersigni”- i ragazzi potranno effettuare una riflessione storica sulle fasi e sugli aspetti salienti “dell’altra guerra”, quella subita e vissuta dalla popolazione residente nel periodo successivo alla caduta del fascismo e all’8 settembre 1943, allorché è annunciato l’armistizio firmato dall’Italia. La partecipazione dei giovani contribuirà a ridestare il valore civile della memoria, sia per far maturare il senso di identità e di appartenenza, sia per proiettare nell’immediato futuro volontà di convivenza pacifica e di corresponsabilità costruttiva”.

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