venerdì 2 settembre 2016

SORA – Forti dubbi di Pintori e del M5S sulla delibera Acea

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma del portavoce e consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Sora, Fabrizio Pintori.

«Nell’ultimo Consiglio Comunale – come ormai noto – è stato affrontato il tema della gestione del servizio idrico integrato e, nonostante la delibera sia stata approvata all’unanimità, sorgono delle perplessità in merito all’efficacia che il mandato assegnato al Sindaco possa produrre effetti positivi sugli utenti. Infatti, consiste semplicemente nel chiedere nella Conferenza dei Sindaci (che si svolge in data odierna) di sospendere e/o revisionare la procedura di approvazione delle tariffe in attesa dell’esito della risoluzione della convenzione con Acea. Purtroppo, la storia ha dimostrato che spesso i Sindaci in sede di Conferenza non riescono a raggiungere una posizione comune e quando la raggiungono (come nel caso della messa in mora di Acea) non rispettano le procedure di voto previste.

È auspicabile che la procedura venga sospesa. Infatti, a fronte di tanti disagi e disservizi, è assurdo proporre un aumento tariffario dell’8% annuo per il quadriennio 2016/2019, che a regime porterà ad un aumento del 36%. La tariffa dipende da vari fattori, fra i quali: gli investimenti e la qualità del servizio erogato. Allo stato attuale, in base agli elementi indicati ed agli investimenti futuri, si ritiene che la proposta di aumento non sia assolutamente congrua e proporzionata, anzi si dovrebbero pagare tariffe molto più basse.

In attesa di ulteriori sviluppi, la strada da seguire è contestare prontamente ad Acea il mancato rispetto degli adempimenti contrattuali, verificare l’effettiva realizzazione del piano degli investimenti e delle opere (depuratori, reti idriche ecc.) che dovevano essere effettuati in passato, nonché il regolare versamento del canone di concessione. La Conferenza dei Sindaci deve sollecitare al riguardo la Segreteria Tecnica Operativa (S.T.O.) a svolgere con solerzia i citati controlli ed in caso di inerzia o superficialità della Segreteria destituirne i componenti.

Un ulteriore strada che i Sindaci devono seguire è quella di sollecitare la Regione ad emanare i decreti attuativi della legge regionale n. 5/2014 (cd. legge sull’acqua pubblica), che giacciono ancora in un cassetto. A fronte, quindi, di una delibera che concede un mandato dall’esito incerto, vi è un’ordinanza del Comune che incide concretamente sui cittadini del centro storico: l’Ordinanza n. 10660, del 4 agosto u.s..

Con questo provvedimento dal testo poco chiaro, i proprietari degli immobili e gli esercenti in via Fosca, piazza Mayer Ross, piazza Umberto I e del vicolo S. Francesco (area oggetto dei lavori dei “Contratti di Quartiere”) vengono obbligati a provvedere: “…. all’adeguamento degli allacci alla nuova rete idrica con specifico riferimento alle cassette ed ai contatori …. le spese di adeguamento sono a carico degli utenti ……..”. In base a quale legge il Comune può imporre con tali modalità il “riallaccio” dell’acqua? Per quali motivi degli utenti – che in passato pagarono l’allaccio – devono ripagarlo nuovamente se il distacco non è dipeso da loro?

Le perplessità che emergono dalla lettura dell’Ordinanza continuano. Nel testo si legge che: “RAVVISATA la necessità di garantire la fornitura idrica …..”, ma in base alla vigente normativa non spetta più al Comune garantire il servizio idrico! Queste modalità erano state concordate tra il Comune ed Acea con un apposito contratto per la realizzazione della rete idrica nell’ambito dei Contratti di Quartiere? L’ordinanza così come è stata impostata è del tutto in favore di Acea. Infatti, in base ad essa, gli utenti rischiano in caso di mancato adeguamento il distacco del servizio anche senza essere morosi!

Anche in questa occasione l’Amministrazione De Donatis è in perfetta continuità con l’Amministrazione Tersigni, che in passato emanò provvedimenti analoghi, senza dimenticare la richiesta di allungare i termini per adempiere alla diffida e messa in mora. Di fatto, con tale ordinanza eccessivamente zelante il Comune va ad inserirsi in un rapporto contrattuale tra privati, utenti ed Acea, incidendo in maniera negativa sui primi. Pertanto, al fine di difendere i cittadini, invitiamo il Sindaco a revocare prima possibile l’ordinanza in quanto si ritiene che sia illegittima per eccesso di potere, violazione di legge ed incompetenza».

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