SORA – La Polizia di Stato ha denunciato un 38enne, nato in Campania, al termine di accertamenti condotti dagli agenti del Commissariato di P.S. di Sora, che hanno ricostruito un grave quadro indiziario in relazione a un’ipotesi di frode informatica.
L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata dalla vittima negli uffici di polizia. La donna aveva ricevuto sul proprio cellulare un messaggio con cui le veniva chiesto di autorizzare un pagamento di 1.280 euro oppure, in alternativa, di contattare un numero indicato come servizio clienti.
La ricostruzione dei fatti
Seguendo le istruzioni contenute nel messaggio, la donna si è messa in contatto con il numero segnalato, ricevendo ulteriori indicazioni operative. In quel frangente le sarebbe stato chiesto di effettuare una simulazione di bonifico per la somma di 982 euro verso l’Iban fornito dall’interlocutore.
Solo in un secondo momento, dopo aver contattato il proprio consulente finanziario, la vittima avrebbe compreso di trovarsi di fronte a un possibile raggiro. Da qui la decisione di rivolgersi alla Polizia di Stato per formalizzare la denuncia.
Gli accertamenti della Polizia
Gli operatori del Commissariato di Sora, attraverso verifiche immediate e approfondite, sono riusciti a risalire all’identità del presunto responsabile, risultato già gravato da pregiudizi di polizia. Dagli accertamenti è inoltre emerso che l’Iban indicato sarebbe riconducibile a una banca estera.
L’episodio viene reso noto, come specificato nel comunicato, nel rispetto del D.lgs n. 106/2006, modificato dal D.lgs 188/2021, in presenza di specifiche ragioni di interesse pubblico legate alla rilevanza dei fatti e alle esigenze di informazione.
La precisazione sulla posizione dell’indagato
Resta fermo che l’uomo, allo stato, è soltanto indiziato di delitto. La sua posizione sarà valutata nelle sedi giudiziarie competenti e solo un’eventuale sentenza definitiva potrà accertarne in modo irrevocabile la responsabilità penale.
La comunicazione, come ricordato dalla Polizia di Stato, avviene nel rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza e dei diritti delle persone coinvolte.
Fonte: URP Questura di Frosinone

