SORA – Giuseppe, Giulia, Elena e Maria Grazia: uccisi senza pietà dai nazisti il giorno di S. Restituta

Una tragedia per troppo tempo dimenticata. Le due ragazze della famiglia La Posta avevano solo 18 e 16 anni. Il ricordo del Sindaco, Roberto De Donatis.

Il ventisette maggio è una data per la cittadinanza sorana particolarmente sentita, densa di emozioni e ricordi: a questo giorno si legano infatti i festeggiamenti della patrona, Santa Restituta, ma anche una delle pagine di storia più drammatiche per la città. Il 27 maggio del 1944, nella località di Ponte Olmo, non lontano dall’abbazia di San Domenico, un luogo di culto particolarmente caro ai sorani, un cruento eccidio scosse l’animo della popolazione già provata e piegata da una pesante guerra che in Cassino aveva uno dei fronti più caldi.

Giova ricordare che la Statale 82 Valle del Liri nel 1944, quando sul fronte Gustav l’Armata Tedesca stava subendo pesanti perdite, rappresentava una comoda via di fuga per le Truppe Naziste verso l’Abruzzo. La brutalità del conflitto mondiale e la recrudescenza dei combattimenti si diedero appuntamento in un incrocio della periferia, infliggendo alla memoria collettiva una delle ferite più profonde che ancora oggi si fatica a comprendere per la portata di irragionevole e insensata violenza: tra Ponte Olmo e Canale Mancini, in un’abitazione rurale furono uccisi Giuseppe La Posta, 42 anni, la moglie Giulia Gemmiti, 43 anni, le loro figlie Elena e Maria Grazia, rispettivamente di 18 e 16 anni.

Il ricordo di un eccidio non significa mettere un dito nella piaga e riaprire le ferite, ma stimolare la memoria ed il ricordo per rinforzare i valori irrinunciabili e frutto di tante conquiste, che troppo spesso diamo per scontati ed acquisiti e che necessitano invece costantemente di essere difesi. L’indipendenza, la libertà, la pace sociale, il benessere economico, sono i tasselli di un grande mosaico che vittime innocenti come i civili sorani hanno pagato per costruire un futuro migliore e uno sviluppo duraturo.

Come Sindaco della Città di Sora ho voluto ricordare questo eccidio efferato, anche alla luce della drammatica crisi sanitaria che ci stiamo lasciando alle spalle e nell’imminenza del 2 giugno, festa della Repubblica, allo scopo di consolidare una rinascita vigorosa delle coscienze, facendo leva sulle dure lezioni di questi mesi e sul sacrificio della Famiglia La posta del 27 maggio 1944, a cui va come ogni anno, all’approssimarsi di questa data, il nostro perenne commosso ricordo.

Il Sindaco di Sora
Arch.