SORA – Il Movimento Cinque Stelle sui Lavori Pubblici: l’Amministrazione De Donatis ha paura delle osservazioni dei cittadini?

La nota a firma del consigliere e portavoce, Fabrizio Pintori.

Gli enti locali ogni anno devono approvare il Programma Triennale dei Lavori Pubblici, vale a dire lo strumento con il quale si individuano i grandi interventi e le opere che modificheranno la città (strade, edifici scolastici, parchi, edifici pubblici, ecc.), indicando i tempi e le risorse destinate ai lavori da eseguire nel prossimo triennio. L’iter di approvazione consente agli enti locali di coinvolgere i cittadini permettendogli di presentare delle osservazioni entro trenta giorni dalla pubblicazione sull’albo pretorio del Programma.

Negli scorsi anni l’Amministrazione De Donatis aveva seguito questa procedura, sollecitando con un avviso pubblico i sorani a far pervenire le loro considerazioni. Quest’anno, invece, pur facendo pubblicare il Programma Triennale, non ha fatto pubblicare l’avviso quindi non vi sarà la possibilità da parte dei cittadini di inviare nessuna valutazioni sul Programma.

Tale comportamento lascia perplessi e si possono solo fare due ipotesi. La prima è che si sia trattato di una dimenticanza, ma sarebbe un’ipotesi grave in quanto dimostrerebbe la superficialità con la quale si amministra la città.
La seconda è che non si vuol permettere ai cittadini – forse per paura di essere criticati? – di far pervenire le loro osservazioni sul Programma, diminuendo in tal modo la partecipazione alla vita pubblica.

Quest’ultima ipotesi sarebbe surreale e rappresenta un modo di agire inconcepibile e contraddittorio. Infatti, da una parte l’Amministrazione ha sollecitato la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica facendo nascere alcuni Comitati di Quartiere, dall’altra non concede ai sorani la facoltà di presentare osservazioni al Programma Triennale, rinunciando in tal modo alla possibilità di poter ricevere delle proposte migliorative.

Ancora una volta il modo di procedere dell’Amministrazione De Donatis è alquanto singolare. La partecipazione popolare, prima sollecitata e poi “dimenticata”, non è una “pazziella” con cui giocare poiché da essa può arrivare un importante contributo, e non è nemmeno una “caccavella” da buttare, ma è uno dei fondamenti della democrazia.
Per il futuro, si auspica che garantisca la massima partecipazione dei sorani alla vita pubblica della città.

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