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Sora, l’appello di Maria Tuzi: «Mio padre non si sarebbe mai suicidato. Si indaghi sui tabulati»

La figlia del brigadiere trovato morto nel 2008 nelle campagne di Arce chiede di indagare sui tabulati telefonici, non presenti tra gli atti custoditi in Procura

In questi giorni di scomparse e, per fortuna, anche di ritrovamenti come nel caso di Rita Baldassarra, irrompono come tuoni le parole di Maria Tuzi, figlia di Santino, brigadiere dei Carabinieri trovato morto l’11 aprile del 2008 nelle campagne di Arce. «Mio padre non si sarebbe mai suicidato» ha dichiarato a Il Messaggero, nell’articolo a firma di Vincenzo Caramadre, la figlia del militare dell’Arma che qualche giorno prima era stato ascoltato nell’ambito delle indagini sul delitto Mollicone.

In questi giorni, si legge sul quotidiano capitolino, Maria si è recata in procura per un accesso agli atti. L’obiettivo della ragazza è ovviamente la riapertura del caso, archiviato come suicidio: «Tramite il mio nuovo – dichiara a Il Messaggero – avvocato abbiamo chiesto di poter visionare i tabulati telefonici ma abbiamo scoperto che non ci sono agli atti, per questo torno a chiedere accertamenti mirati sui tabulati telefonici. Si tratta di un particolare importantissimo, secondo la donna, che aggiunge: «La morte di mio padre potrebbe essere legata al caso di Serena Mollicone». Inoltre, sempre secondo la giovane, il medico di famiglia «ha confermato che l’uomo nonn aveva disturbi depressivi».

Anche Guglielmo Mollicone, papà di Serena, si è espresso più volte sulla vicenda mostrando, stanto a quanto riportato da Caramadre, di concordare con la figlia di Tuzi: «Il sacrificio del brigadiere Santino è stato per la verità. Sarebbe da rifare tutto daccapo. È stato messo nella bara troppo velocemente, chiedo che su Santino vengano fatte analisi mirate per vedere se è suicidio o se è un omicidio»

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