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POLITICA

Sora – Lettera aperta del cons. com. Luciano Conte al leader del M5S, Giuseppe Conte

«Le chiedo - sottolinea il medico sorano - di non chiudere le trattative con le altre forze di sinistra, creando una casa nuova in cui tutti possano partecipare e in cui nessuno si senta ospite».

«Gentile Onorevole Giuseppe Conte, mi chiamo Luciano Conte e sono un consigliere comunale di Art.1 a Sora, una piccola città in provincia di Frosinone. Sono medico di famiglia da decenni e sono a contatto quotidiano con moltissima gente e con tanti amici che vogliono far politica. Quando ho spiegato loro la mia idea di lanciare questo “Appello”, in molti mi hanno detto ”lascia perdere”, nello stesso istante però ho pensato che è proprio questo il punto: non possiamo “lasciar perdere”, ma dobbiamo fare di tutto per “lasciar vincere”.

Allora le scrivo perché sento la responsabilità e la preoccupazione da cittadino e amministratore che vive in una regione che, a mio avviso, ha necessità di essere governata da persone che abbiano nel loro DNA “valori progressisti”, tali da guidare le scelte future in un’ottica green e sociale, attenta ai più bisognosi e rispettosa dei diritti. Pertanto, le invio questa lettera aperta, con la speranza che possa leggerla e valutarla per quella che è: un accorato invito a una riflessione politica, che scaturisce, in qualità di medico di medicina generale, dall’ascolto dei problemi concreti delle famiglie.

Certamente la mia prospettiva le sembrerà un po’ naif e sicuramente periferica, ma non per questo disattenta. Lo saprà di certo, la mia provincia ha delle particolarità: è stata storicamente agricola e artigianale e commerciale, ma anche industriale, attualmente con un’alta concentrazione di industrie soprattutto in una ristretta parte del territorio.
Tutto ciò comporta una facilità di accesso alle grandi arterie, ma anche problematiche di inquinamento dell’aria e delle falde, tali da far correre il rischio di aumentare i tassi di malattie degenerative degli abitanti.

Abbiamo inoltre altre aziende altamente energivore, come l’industria cartaria, alcune delle quali in grave difficoltà e non tutelate, anche se orientate all’economia green, come la trasformazione di “carta raccolta” in “cartone ondulato”.
La nostra provincia possiede una rete ospedaliera che vanta alcune eccellenze, ma anche gravi carenze che determinano – per poca attrattività e incapacità a fornire risposte sanitarie in loco – un importante turismo sanitario verso Roma e/o le altre regioni confinanti.

Evidenze che tocco con mano durante la mia attività di medico che, quotidianamente, cerca di individuare soluzioni che spesso non trovano riposte sul territorio, causando ulteriori difficoltà ai miei pazienti.
Ci sono poi molte altre cose di cui occuparsi quali, le discariche, il turismo, la salvaguardia delle nostre bellezze e dei nostri parchi, solo per citarne alcune.

Anche la mia regione ha delle caratteristiche che arrecano un problema di ordine strutturale e di rilevanza nazionale.
Siamo una regione che ospita al suo interno un’altra “regione”: la Città di Roma. Questa particolarità, riconosciuta, ma non del tutto affrontata quando si poteva legiferare meglio sulle città metropolitane, implica delle differenze rispetto ad altre regioni nel cui interno non ospitano metropoli.

Una condizione che provoca una sperequazione, altrimenti non spiegabile, riscontrabile nelle diverse graduatorie della qualità della vita delle province italiane, che vede Roma nelle prime posizioni, mentre Frosinone al 94° posto con Viterbo e Rieti di poco al di sopra, e Latina ancora più giù, tirata in basso dall’indicatore “infiltrazioni della malavita”.

Sono tanti i temi da affrontare e non le voglio rubare altro tempo. Proprio per questo le chiedo di non chiudere le trattative con le altre forze di sinistra, creando una casa nuova in cui tutti possano partecipare e in cui nessuno si senta ospite. Sono convinto che una “discussione” per una nuova casa, aperta a chiunque voglia dare una svolta al nostro territorio, rimetta al centro il lavoro, l’accoglienza, la scuola e la sanità publica. Allearsi e concertare su un programma comune non significa poi non poter competere nell’ottenere altri consensi, ma significa non disperdere quel patrimonio di attenzioni verso gli ultimi e verso un futuro più giusto per le generazioni future.

Convinto che sia nostra responsabilità farle giungere una voce che parte dal basso e dalle periferie della regione, invito altri consiglieri o amministratori di tutte le province del Lazio e sigle sindacali o singoli cittadini, che condividano questo appello, a firmare con me questa lettera aperta, scrivendomi a conteluciano55@gmail.com. Onorevole, la prego, non ci “lasci perdere”».

È quanto riportato in una lettera aperta a firma del Dr. Luciano Conte, Consigliere comunale del Comune di Sora.