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CRONACA

Sora: l’Usip Polizia chiede rinforzi per fronteggiare “escalation di violenza”

Martedì scorso l'episdio più recente, in una zona periferica della cittadina volsca.

Di seguito il comunicato stampa divulgato oggi, a firma del Segretario Generale dell’Usip Polizia, Norberto Scala.

«Ieri siamo stati informati dell’ennesimo episodio che ha suscitato clamore in tutta l’opinione pubblica, legato ai fatti avvenuti martedì a Sora che hanno visto coinvolti alcuni giornalisti. Parliamo di una grave ed incomprensibile aggressione. Prima di entrare nei particolari dell’accaduto, vorrei esprimere per nome e per conto di tutta l’organizzazione sindacale che rappresento, la nostra solidarietà e vicinanza nei confronti di tutta la troupe di giornalisti coinvolti nel deprecabile episodio. Ed è solo grazie alla pronta e decisa reazione degli stessi che si è riusciti ad evitare il peggio. I fatti sono avvenuti martedì in una zona periferica della cittadina volsca dove, una troupe di giornalisti, stava tentando di intervistare alcune persone appartenenti alla comunità Rom residente in città.

Noi, come sindacato in rappresentanza dei Poliziotti, in diverse occasioni abbiamo sollecitato l’amministrazione di questa provincia, di farsi carico del potenziamento del personale attraverso opportuni trasferimenti nelle città più a rischio come Sora e Cassino. Per questo, chiediamo ai vertici dell’amministrazione la convocazione urgente del comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubblica, al fine di coinvolgere tutte le componenti (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, CC, Polizia locale e Corpo forestale dello Stato) e gli amministratori, anche per dare un segnale forte di presenza dello stato sul territorio.

I fatti accaduti evidenziano come, determinati gruppi di soggetti che operano quotidianamente nella illegalità, si sentano sicuri di rimanere impuniti anche grazie ai recenti interventi legislativi che non consentono ai magistrati di applicare la custodia in carcere. Ed ha anche un sapore di beffa il fatto che, nonostante siano stati arrestati per i fatti gravissimi commessi, dopo appena qualche ora si siano ritrovati nelle loro confortevoli abitazioni di edilizia pubblica residenziale, seppure agli arresti domiciliari. È arrivato il momento di dire basta!».