SORA – Un contratto di affitto non concluso, le successive minacce di morte rivolte a una mediatrice immobiliare e un cedolino pensionistico che, secondo gli accertamenti della Polizia di Stato, sarebbe stato alterato per ottenere la locazione. Sono gli elementi al centro dell’indagine condotta dagli agenti del Commissariato di P.S. di Sora, che ha portato alla denuncia di una coppia originaria di Roma.
I due sono stati deferiti in stato di libertà sulla base di un quadro indiziario relativo a una tentata truffa in concorso. All’uomo viene contestato anche il reato di minacce aggravate.
La trattativa per l’affitto e il rifiuto del proprietario
La vicenda, secondo la ricostruzione della Polizia, è cominciata il 18 settembre 2026, quando la titolare di un’agenzia immobiliare ha ricevuto l’incarico di occuparsi della locazione di un immobile situato a Monte San Giovanni Campano.
Pochi giorni più tardi un uomo ha manifestato interesse per l’abitazione e trasmesso i propri documenti d’identità. Dopo le verifiche effettuate, tuttavia, il proprietario dell’immobile non lo avrebbe ritenuto affidabile e ha deciso di non accettare la proposta.
La comunicazione del rifiuto avrebbe provocato la reazione dell’interessato, che, stando agli accertamenti degli investigatori, avrebbe rivolto alla mediatrice minacce di morte, coinvolgendo nelle intimidazioni anche la sua famiglia.
Chiamate anonime e annunci sui social
Nei giorni successivi la donna ha bloccato il numero telefonico, ma i contatti sarebbero proseguiti attraverso chiamate anonime. La mediatrice avrebbe inoltre ricevuto telefonate da terze persone, che riferivano di avere trovato il suo recapito associato ad annunci ritenuti verosimilmente falsi pubblicati su TikTok e Facebook.
Nel frattempo la compagna dell’uomo avrebbe cercato di portare avanti la trattativa, trasmettendo un cedolino pensionistico con l’intento di documentare la capacità economica della coppia.
Il cedolino pensionistico sotto esame
Proprio gli accertamenti sulla documentazione reddituale hanno fatto emergere, secondo la Polizia, una difformità. Il cedolino presentato riportava un importo lordo di 1.319,92 euro, mentre la pensione effettivamente percepita dall’uomo sarebbe risultata inferiore.
Per gli investigatori, il documento sarebbe stato quindi alterato allo scopo di indurre in errore l’agenzia immobiliare e arrivare alla stipula del contratto di locazione.
Le denunce al termine degli accertamenti
Le verifiche svolte dal Commissariato hanno riguardato anche i precedenti di Polizia dei due indagati. Secondo quanto comunicato, entrambi risultano già gravati da numerosi pregiudizi.
Al termine dell’attività investigativa e dopo la querela presentata dalla parte offesa, la coppia è stata deferita all’Autorità Giudiziaria. L’uomo è indagato per minacce aggravate, mentre entrambi devono rispondere dell’ipotesi di tentata truffa in concorso per la produzione della certificazione reddituale ritenuta artificiosamente alterata.
Gli indagati sono allo stato soltanto indiziati e le rispettive responsabilità dovranno essere accertate nel procedimento giudiziario. Potranno essere considerati definitivamente colpevoli esclusivamente in presenza di una sentenza di condanna passata in giudicato, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.
Fonte: Segreteria del Questore della Provincia di Frosinone

