domenica 5 Ottobre 2014

Sora, Ospedale SS. Trinità: le sei promesse di Zingaretti

La situazione di emergenza del “Ss. Trinità”, affrontata nei mesi passati, sembra apparentemente superata, ma in realtà la situazione dell’ospedale resta difficile – basti pensare alla chiusura notturna del centralino – e nelle prossime settimane bisognerà prestare la massima attenzione in vista della redazione dell’Atto Aziendale, che l’A.S.L. dovrà inviare alla regione per la successiva approvazione. La battaglia da affrontare per il diritto alla salute sarà dura ed è necessario il contributo di tutti, dalle associazioni, alle istituzioni, fino ai singoli cittadini. Le preoccupazioni che circondano il destino del “Ss. Trinità” sono molte e si fondano sulle tante promesse fatte in passato e, purtroppo, quasi sempre non mantenute.

A tal proposito, basti ricordare che, il 23 giugno u.s., il Presidente Zingaretti dopo aver incontrato i Sindaci del Distretto-C dell’A.S.L. promise che :

  1. per fronteggiare l’emergenza del reparto di Ortopedia sarebbero arrivati in breve tempo due ortopedici. Nessuno li ha mai visti ed il reparto è stato chiuso in estate e riaperto, come programmato, il 1 settembre;
  2. nel mese di settembre sarebbe arrivato a Sora il dott. Grassi, oncologo di fama. Ormai siamo ad ottobre ma non risulta che abbai assunto servizio presso il nosocomio;
  3. l’ospedale sarebbe diventato un polo oncologico di riferimento regionale, se non addirittura nazionale. Idea condivisibile considerando il caso della valle del Sacco, ma anche in questo caso in nessun documento o Decreto del Commissario ad Acta si fa menzione di questo progetto;
  4. le macroaree sarebbero state inserite nel Piano Operativo per farle abolire. Anche in questo caso niente di tutto ciò, le macroaree non risultano ufficialmente abolite;
  5. si sarebbe verificato se il “Ss. Trinità” potesse essere classificato D.E.A. di 1° livello. In questo caso non si è avuta alcuna notizia.
  6. il “Ss. Trinità” avrebbe mantenuto “l’esistente”, salvo firmare solo pochi giorni dopo il 2 luglio u.s. il Decreto n. U00219 che ha classificato il laboratorio di analisi dell’ospedale come laboratorio d’urgenza con conseguente repertorio analitico ridotto a 30 – 50 tipologie di esami al massimo. Alle mancate promesse del Presidente della regione si ribatte che, se Sora viene trattata come se si trovasse in un’altra regione, si è sempre in tempo a seguire l’esempio di Amatrice!

Purtroppo, le preoccupazioni del “Comitato” sono aumentate a causa dell’ingresso nella maggioranza del comune di Sora del Partito Democratico. Nell’incontro di giugno il Sindaco si accontentò delle promesse di Zingaretti, senza chiedere alcun documento scritto riportante gli impegni assunti dal Presidente, leggerezza o ingenuità il cui risultato è stato evidente: promesse non realizzate! Come farà, adesso, il primo cittadino a difendere l’ospedale dalle scelte politiche compiute dal PD in regione quando la sua fragile maggioranza si basa sul determinante appoggio dello stesso PD?

Inoltre, si deve sottolineare come il PD sorano non abbia certamente brillato o si sia distinto per particolari o significative iniziative in difesa dell’ospedale. Pertanto, quando nel comunicato stampa della Segretaria e dei membri del Direttivo, del 26 settembre u.s., si legge che: “….troppe siano le sfide a cui nel brevissimo e nel medio e lungo termine la città di Sora è chiamata a rispondere:……., il prossimo atto aziendale sanitario, ………” le perplessità, le preoccupazioni ed i dubbi sul futuro dell’ospedale non fanno che aumentare, perché se anche qualche membro del PD volesse contrastare la regione, molto probabilmente, verrebbe richiamato all’ordine.

In sostanza, le recenti scelte politiche locali potrebbero avere ripercussioni negative nella difesa dell’ospedale e di una sanità adeguata ed a misura d’uomo. Comunque, si deve sottolineare che ultimamente – salvo qualche eccezione – le forze politiche locali non hanno dedicato molto tempo ai problemi dell’ospedale, forse una maggiore attenzione per il futuro è auspicabile. I problemi legati alla sanità provinciale ed il futuro del “Ss. Trinità” continueranno a restare al centro dell’attenzione del  “Comitato Civico Art. 32”, che anche attraverso la partecipazione attiva al “Coordinamento Provinciale Sanità”, eserciterà ogni utile azione in sua difesa.

Il portavoce del “Comitato civico art. 32”
Fabrizio Pintori

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