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SORA – Petizione popolare a Cancéglie per il ripristino del mercato in Lungoliri Rosati

Quasi 400 le firme raccolte per chiedere di ricollocare alla "Rena" i banchi dei panni usati. Bruno La Pietra a nome della cittadinanza del quartiere: «Non è una questione di campanilismo ma di sopravvivenza delle attività economiche della zona che dal mercato del Giovedì traevano vantaggio».

«La pandemia che attenta da mesi alla nostra salute ha portato con sé un ulteriore e drammatica conseguenza: lo sfaldamento di una rete produttiva ed economica evidentemente legata anche a un tangibile disagio sociale. Il quartiere storico della città, che vive appunto di micro relazioni commerciali, di contatti, di frequentazioni ha subito ancor di più la feroce aggressione di questa crisi».

Esordisce così la nota che introduce una petizione popolare per il ripristino del mercato dei “panni americani” che si svolgeva ogni giovedì in Lungoliri Rosati e che per le attività della zona era un toccasana economico non indifferente.

Infatti, come espediente di controllo delle promiscuità – prosegue la nota – il mercato settimanale dei panni usati, che abitualmente e tradizionalmente si svolgeva nell’adiacente Lungoliri Rosati, è stato spostato nella zona più periferica di Pontrinio, al fine di ottimizzare il distanziamento tra i visitatori. La scelta dell’amministrazione, sicuramente finalizzata negli intenti al bene collettivo, potrebbe riconsiderare questa soluzione predisponendo distanziamenti idonei nelle zone adiacenti al quartiere Cancéglie, anche occupando, ad esempio, una parte della piazza Baronio.

L’economia del quartiere, infatti, già fragile nella sua originaria struttura, ha subito un vero e proprio crollo in seguito a questa dislocazione. Le tante attività (oltre venti) presenti nella zona, di ogni settore merceologico, traevano innegabile vantaggio diretto e promozionale dalla frequentazione degli avventori dei banchi.

Una richiesta di ripristino dello “status quo ante” si vuole quindi avanzare con questa petizione popolare, una richiesta non futile, ma emergenziale rispetto alla sopravvivenza di tante piccole attività che altrimenti saranno destinate alla chiusura. Nulla di campanilistico oppure pretestuoso.

Una richiesta che con poco sforzo e minimo impegno potrebbe ridare vigore a una piccola collettività che è testimonianza delle nostre tradizioni non solo commerciali e la cui struttura urbanistica è diventata vetrina della nostra bella città. Gli ambulanti da noi interpellati, che hanno anche loro subito questo trasferimento – conclude la nota – sono perfettamente in linea con questa richiesta e sarebbero ben lieti di tornare alle condizioni a cui per decenni erano abituati».

A nome dei firmatari ha rilasciato alcune dichiarazioni , ex Assessore alla Cultura nonché residente della zona. Il filmato dell’intervista è integralmente incorporato in questa pagina.

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