mercoledì 6 agosto 2014

Sora: resoconto della 1a “Fuoriposto Boario Fest”. “Carota e bastone” per Tersigni

«Si è svolta Domenica 2 Agosto, la prima edizione del Fuoriposto Boario Fest. Una giornata in cui al centro della scena ci sono stati i cittadini, i giovani, la cultura, lo sport, la libertà e la partecipazione. Dalla mattina, come nelle ultime due settimane, abbiamo pulito il parco preparandolo per la giornata che è stata ricca di attività, esposizioni,tornei, graffiti, mostre fotografiche e soprattutto momenti di discussione come quello del dibattito pubblico nel quale si è parlato di problemi come mafia, corruzione e inquinamento.

Da qui la necessità di far partire un percorso condiviso nel territorio che potesse incrociare tematiche diverse ma unite fra loro; infatti con la presenza di Libera, Associazioni contro le Mafie, si è voluto introdurre brevemente il ruolo che oggi essa ricopre nel nostro paese, cioè quello di lotta alla corruzione, all’usura e ad ogni tipo di mafia. Libera vanta di essere una delle promotrici nonché creatrice della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, che prevede l’assegnazione dei patrimoni e delle ricchezze di provenienza illecita a quei soggetti – Associazioni, Cooperative, Comuni, Province e Regioni – in grado di restituirli alla cittadinanza, tramite servizi, attività di promozione sociale e lavoro. Libera non gestisce direttamente i beni confiscati, ma promuove, in collaborazione con l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, le Prefetture e i Comuni, i percorsi di riutilizzo dei beni. Arce, Anagni, Cassino, Monte San Giovanni Campano, Ferentino sono solo alcuni dei comuni vicini a noi nei quali questi beni sono stati confiscati e rimessi a disposizione del cittadino.

Attraverso il nostro primo incontro abbiamo preferito “ presentarci “, ma questo per dire che il dibattito in qualche modo ha tentato, e speriamo di esserci riusciti, di creare coscienza riguardo tematiche di cui tutti fanno finta di non vedere o non sentire ma che toccano tutti noi. Si è parlato di Turbogas con un rappresentante del Comitato Salute Sora (per Turbogas si intende un impianto di cogenerazione situato a Sora – San Domenico vicino la cartiera che dal 2009 circa emana nell’aria polveri inquinanti per l’ambiente e per noi).

Inoltre, presente alla giornata anche il comitato promotore della raccolta firme contro la privatizzazione del Campo G.Panico che ha registrato molti firmatari. Tra varie attività, da segnalare quella del riciclaggio del legno, nella quale molti giovani sono stati impegnati a creare nuove panchine per il Parco. Già, perché dove vi è un istituzione debole che riesce solo in una maniera minima ad essere vicina a noi, dall’altra parte abbiamo un collettivo di persone che credono che attraverso la partecipazione si possa stravolgere l’ordine delle cose, e questa volta ve abbiamo dimostrato!

Nonostante l’assenza di illuminazione all’interno del Parco Valente siamo riusciti comunque a fronteggiare l’emergenza buio, con illuminazione nostra (precisiamo che il Parco è frequentato anche di sera e non avere una giusta illuminazione significa anche poca sicurezza per il cittadino e per chi lo vive). Abbiamo notato con piacere come il Sindaco si sia complimentato con noi riguardo la nostra attività, elogiandoci per la pulizia del parco dopo l’evento.

Quando leggiamo dalle sue dichiarazioni :La sensibilizzazione ambientale è una tematica importante e sono lieto che l’Associazione “Fuori Posto” abbia riservato attenzione a questo aspetto. Ciò dimostra uno straordinario amore per la nostra città. Parco Valente è stato restituito in perfette condizioni alla collettività ed auspico che i frequentatori dell’area proseguano nella sua cura e nel suo rispetto” siamo sì soddisfatti perché ci fa piacere che il Sindaco ci abbia finalmente conosciuto, ma verrebbe da farsi una risatina perché circa un anno fa lo stesso sindaco diceva più o meno le stesse parole riguardo il futuro processo di privatizzazione della gestione parco che avrebbe portato ad un netto miglioramento della condizione del parco e dei cittadini che lo vivono.

La nostra invece è stata una prova di quanto senza un euro di alcun privato, e senza un euro di finanziamenti pubblici, siamo riusciti a trasformare un parco PUBBLICO! Noi la nostra alternativa l’abbiamo proposta e ce la siamo sudata! Per questo invitiamo il nostro primo cittadino che si è espresso nei nostri confronti con molta gentilezza, di dare concretezza alle sue parole e di dare dimostrazione alla comunità cittadina del fatto che se tiene davvero al parco deve iniziare a coinvolgere le associazioni giovanili e a scopo sociale al fine di mantenere vivo il parco con costi limitati e senza lucro da parte di nessuno.

I primi passi da compiere da parte delle istituzioni per dimostrarci quanto davvero tengono al parco, secondo noi sono : reinstallare un nuovo impianto di illuminazione poichè quello precedente è abusivo e non funzionante, ripiazzare all’interno del Parco nuovi secchi per la raccolta differenziata e costruzione di un area cani, dato l’ingente aumento di persone che amano vivere con il proprio amico a quattro zampe!

Sarebbe a nostro avviso intelligente, provare ad avviare un esperimento di collaborazione tra associazioni giovanili e istituzioni; per farla breve sarebbe intelligente avviare un processo di co-gestione che faccia ovviamente rimanere il parco pubblico ma che consenta ad un gruppo di persone, per lo più giovani, di avviare una sorta di laboratorio permanente dentro il parco che possa ospitare attività a scopo sociale di vario genere. Un po’ come quel progetto che da parte di associazioni cittadine che avevano l’idea di avviare un progetto di riqualificazione socio-ambientale, che avrebbe fornito ai giovani, in particolare appartenenti alle fasce sociali più bisognose, opportunità di lavoro, offrendogli dove è possibile anche gli strumenti idonei a valorizzare le caratteristiche e le peculiarità individuali e a contribuire all’apprendimento e alla conoscenza delle capacità e dei limiti personali. Siamo aperti ad un ampio confronto con le istituzioni a riguardo. Come nostro solito invitiamo tutta la città a esprimersi a riguardo, nei nostri commenti. Sindaco, meglio tardi che mai!»

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