SORA – Il Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” di Rifondazione Comunista Sora e Zona Est Frosinone interviene dopo l’approvazione in Consiglio comunale dell’adesione alla cosiddetta Rottamazione Quinquies, esprimendo un giudizio critico sulle modalità con cui l’Amministrazione ha deciso di applicare la misura.
Secondo il partito, il Comune si sarebbe limitato ad adottare quanto previsto dalla normativa nazionale, senza introdurre strumenti aggiuntivi a sostegno delle famiglie e delle persone in maggiore difficoltà economica.
«Solo l’applicazione della legge»
Nel comunicato, Rifondazione Comunista riconosce come positiva la possibilità di consentire ai contribuenti di beneficiare dello stralcio di sanzioni e interessi previsto dalla normativa, ma sostiene che l’Amministrazione avrebbe potuto sfruttare la facoltà concessa ai Comuni per sviluppare un intervento di carattere sociale.
Il circolo evidenzia che il provvedimento approvato pone l’accento soprattutto sugli aspetti finanziari, come il recupero dei crediti, la riduzione del contenzioso, l’incremento della liquidità e il miglioramento degli equilibri di bilancio, ritenendo invece insufficiente l’attenzione rivolta alle situazioni di maggiore fragilità economica.
Le proposte avanzate
Tra le proposte illustrate nel documento figura l’istituzione del baratto amministrativo, lo strumento previsto dalla normativa che consente ai cittadini in difficoltà economica di compensare alcuni tributi attraverso attività di pubblica utilità.
Secondo Rifondazione Comunista, questa misura avrebbe rappresentato un’opportunità per favorire l’inclusione sociale e offrire un sostegno concreto ai contribuenti impossibilitati a rispettare il piano di pagamento della rottamazione.
Il partito propone inoltre la creazione di una cabina di regia con il coinvolgimento dei servizi sociali e degli uffici comunali, finalizzata a seguire i casi più delicati e accompagnare le famiglie nel percorso di regolarizzazione.
«Due modelli diversi di amministrare la città»
Nel comunicato, Rifondazione Comunista sostiene che la scelta dell’Amministrazione rappresenti un diverso approccio al governo della città rispetto alla propria visione politica.
Per il circolo, il Comune avrebbe dovuto utilizzare gli strumenti a disposizione per affiancare alla misura fiscale interventi di carattere sociale, mentre l’Amministrazione avrebbe preferito limitarsi all’applicazione della normativa nazionale.
Il partito conclude annunciando che continuerà a lavorare alla definizione di un programma amministrativo alternativo, fondato sui temi della giustizia sociale, della partecipazione e della tutela delle fasce più fragili della popolazione.

