SORA – Dopo i recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto alcuni giovani, il Circolo intercomunale “Antonio Gramsci” di Rifondazione Comunista interviene con una presa di posizione politica incentrata sulle cause sociali della violenza.
Le cause del disagio secondo rifondazione comunista
Nel comunicato, il circolo sottolinea come quanto accaduto non possa essere archiviato come una semplice fatalità o come un problema esclusivamente legato all’ordine pubblico. La violenza giovanile viene ricondotta a un quadro più ampio fatto di abbandono sociale, precarietà e marginalità, aggravato dal progressivo smantellamento dei servizi pubblici.
Particolare attenzione viene riservata alla scuola pubblica, indicata come uno dei primi ambiti colpiti dal definanziamento e dalle disuguaglianze crescenti. Secondo Rifondazione Comunista, la mancanza di politiche sociali strutturate avrebbe contribuito a creare un terreno favorevole al disagio giovanile, che in alcuni casi sfocia in episodi di violenza.
Scuola, servizi e prevenzione
Nel documento si esprime sostegno a tutte le iniziative orientate alla tutela dei ragazzi e delle ragazze e al rafforzamento della scuola come presidio di democrazia e inclusione. L’accento viene posto sulla necessità di politiche capaci di prevenire il disagio, piuttosto che intervenire solo in chiave repressiva.
Tra le priorità indicate figurano più insegnanti, più psicologi scolastici e maggiori spazi di aggregazione, a fronte di una visione che, secondo il circolo, non dovrebbe limitarsi all’aumento di controlli e sorveglianza.
Media, violenza e responsabilità sociale
Un passaggio del comunicato è dedicato anche al ruolo dei media e dell’intrattenimento. Rifondazione Comunista invita a non spettacolarizzare la criminalità, facendo riferimento a produzioni televisive e videoludiche considerate inadatte a un pubblico giovane, se non adeguatamente regolamentate.
Solidarietà e politiche giovanili locali
Il circolo esprime vicinanza sia al ragazzo ferito che a quello accusato dell’aggressione, ribadendo una posizione contraria alla criminalizzazione individuale. La responsabilità, viene sottolineato, è da ricercare in un sistema sociale che non riesce a farsi carico del disagio.
Infine, l’appello è rivolto anche alle istituzioni locali di Sora e Isola del Liri, affinché le politiche giovanili vadano oltre eventi occasionali e iniziative ricreative, puntando invece su interventi strutturali fondati su uguaglianza, solidarietà e investimenti sul futuro.




