giovedì 10 aprile 2014

Sora Satira si presenta

Salve a tutti i Sorani, sono l’autore delle vignette che da qualche giorno su facebook vengono pubblicate sulla bacheca e la pagina di Sora Satira

«Le vignette hanno l’intento, non tanto quello di suscitare l’ironia su certe situazioni politiche ed economiche abbastanza discutibili nella nostra (ormai decadente) città, ma soprattutto vogliono essere uno spunto di riflessione sulle stesse, suscitando la domanda, in chi vede i miei disegni, se sia giusto o meno la scelta dei nostri politici. Tuttavia, ho sentito il bisogno di comunicare direttamente (attraverso Sora24, che ringrazio), senza passare dalle mie vignette, un problema che mi sta a cuore: il centro storico. Durante queste settimane si è parlato della navigabilità del Liri, nell’ottica dello sfruttamento di una così grande risorsa per la città di Sora. Condivido in parte questo piano di qualificazione del corso fluviale, sia perché temo che il progetto possa iniziare e morire usurpando il nostro bellissimo fiume (vedi tanti cantieri aperti e mai chiusi a Sora) e allo stesso tempo perché si sta dimenticando che abbiamo anche un bellissimo centro storico. Nstanteon anche una parte di quest’ultimo è stato distrutto irrimediabilmente nel terremoto del 1915, un’altra parte (forse la più suggestiva) è rimasta in piedi. Mi sto riferendo al rione Cancéglie e San Silvestro, Borgo San Rocco, ma anche via Gelsi (la quale verte in condizioni veramente pietose). Sono zone che (come il fiume Liri) non sono sfruttate: se ci sono i soldi per la riqualificazione del Liri perché non ce ne sono per la riqualificazione del centro storico.

Durante il consiglio comunale di giovedì scorso, in particolare, il sindaco Ernesto Tersigni immaginava di guardare dal basso, nel fiume, magari su una canoa, il centro storico, la cui vista sarebbe stata, a detta del primo cittadino, bellissima. Io credo (e questo è il mio umile parere da sorano) che prima di fare ciò bisognerebbe che il centro storico, cioè la storia di Sora, torni ad essere quella che era prima.

Ciò non è difficile da immaginare perché ne abbiamo un esempio a pochi passi da noi e mi riferisco alla nostra vicina Isola del Liri, dove il corso Via Giuseppe Verdi si ramifica in vicoli e viuzze che sono sfruttate e vissute con pizzerie, ristoranti, bar e abitazioni. E noi? Noi abbiamo il corso Volsci che si ramifica in vicoli e viuzze abbandonate, direi selvagge, con piante e alberi che crescono nella case; covo di persone (non lo nascondiamo) che fanno uso di sostanze stupefacenti; case ristrutturate e lasciate al loro destino; immondizia e cattivo odore ovunque; strade dissestante; illuminazione inesistente in stradine bellissime perennemente al buio; muri crepati e cadenti. È vero che in molti di questi casi non è colpa dell’amministrazione comunale perché di certo non si può accollare tutte le spese per edifici che appartengono a privati ma è anche vero che il Comune può anche fare qualcosa affinché le cose cambino. Tutto ciò, infatti, accade a pochi passi dai luoghi che siamo soliti frequentare. Noi giovani (chi scrive è un ragazzo ventenne), i nostri genitori e i nostri nonni potremmo deviare le nostre passeggiate nei vicoli sorani sentendo il profumo del passato e delle nostre antichissime tradizioni e non limitarci al solo corso Volsci (che se pur costituisce il simbolo della rinascita post-terremeto e postbellica) ormai sta diventando una strada simile a quella dei villaggi del Far West.

Per tornare a ciò che dicevo prima, se il fiume può essere una grande risorsa per la città perché non lo può essere il bellissimo centro storico che possediamo e di cui tutti hanno perso il ricordo? Allora, è arrivato il momento illuminare la nostra storia

Sora Satira

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