SORA – L’assessore al Commercio del Comune ha rassegnato le dimissioni. A comunicarlo è stato lo stesso Andrea Alviani, che lascia l’incarico dopo quattro anni e mezzo di mandato.

Le ragioni della scelta

Alla base della decisione, come spiegato dall’ex amministratore, vi sono motivazioni di carattere personale, che rendono necessario dedicare tempo ad altri ambiti della propria vita. Una scelta definita non semplice, maturata dopo un lungo periodo di impegno nell’attività amministrativa.

Nel messaggio rivolto alla cittadinanza, Alviani ha sottolineato il valore dell’esperienza vissuta, evidenziando il legame costruito con la comunità e il senso di responsabilità assunto durante il mandato.

I ringraziamenti istituzionali

Nel suo intervento, l’ex assessore ha espresso un ringraziamento al sindaco Luca Di Stefano, alla giunta, ai dirigenti e ai dipendenti comunali, oltre che alle associazioni di categoria, ai commercianti e ai cittadini.

Un passaggio è stato dedicato anche al rapporto di collaborazione sviluppato nel corso degli anni, ritenuto elemento determinante per il raggiungimento dei risultati amministrativi.

I risultati del mandato

Tra i principali interventi evidenziati da Andrea Alviani figurano:

  • La digitalizzazione dell’ente, con l’introduzione di procedure più snelle e servizi più accessibili per cittadini e imprese.
  • L’ottenimento di oltre un milione di euro di fondi PNRR, destinati al potenziamento digitale del Comune.
  • Le iniziative realizzate in collaborazione con la Camera di Commercio di Frosinone e Latina, finalizzate alla valorizzazione culturale e commerciale del territorio.
  • I finanziamenti di Arsial Lazio, utilizzati per sostenere progetti legati all’agricoltura e alla filiera locale.

Il passaggio di consegne

Nel tracciare un bilancio del proprio operato, Alviani ha parlato di un percorso caratterizzato anche da difficoltà e confronto, ma orientato all’interesse generale e alla trasparenza. L’ex assessore ha infine assicurato che continuerà a rimanere parte attiva della comunità, lasciando al successore un sistema amministrativo “in movimento”, avviato su un percorso di sviluppo.