21 ottobre 2017 redazione@sora24.it
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SORA – Zone Franche Urbane: quali sono le reali prospettive di sviluppo?

Pintori espone i fattori che possono incidere sul successo del progetto.

«Nelle ultime settimane si è parlato molto delle Zone Franche Urbane (Z.F.U.), ma pochi conoscono esattamente il significato ed il valore del progetto, che risale alla Legge Finanziaria del 2007 e da allora mai finanziato. Innanzitutto, deve essere chiaro un concetto: il riconoscimento delle Z.F.U. non è un premio a chi amministra bene, bensì il contrario, vale a dire, un aiuto a chi non è stato in grado di migliorare la propria città pur amministrandola.

Infatti, attraverso lo strumento delle Zone Franche lo Stato si propone di migliorare la qualità della vita e lo sviluppo socio-economico di un determinata area urbana. In altre parole, rientrando nel progetto delle Z.F.U. è stato riconosciuto che, nel passato, chi ha amministrato Sora non è stato in grado di evitare la nascita di zone di degrado urbano, sociale ed economico. Questo problema è stato certamente accentuato nell’ultimo decennio a causa del persistere della crisi economica che – proprio dal 2007 in poi – ha costretto alla chiusura numerose altre attività commerciali, incrementando la disoccupazione.

Per poter essere inseriti nel progetto, Sora ha dovuto rispettare dei requisiti non certo lusinghieri. Infatti, era necessaria la presenza in città di agglomerati urbani con una dimensione demografica di almeno 7.500 abitanti (inferiore al 30% dell’intera popolazione residente in città), caratterizzati da una forte condizione di degrado socio-economico e da un basso tasso di scolarizzazione. Di fatto, si tratta di quegli agglomerati urbani un tempo fittamente popolati, con numerose botteghe artigiane ed attività commerciali di varia natura, che l’urbanizzazione selvaggia delle periferie e la carenza di un piano regolatore hanno trasformato in zone di degrado con un marcato bisogno di strategie e interventi per lo sviluppo produttivo e l’occupazione.

Non è un caso che tra gli altri requisiti da tenere in considerazione vi è il tasso di disoccupazione della Z.F.U., che deve essere superiore a quello comunale che, a sua volta, dovrà essere superiore a quello della media nazionale. Per invertire la situazione e fronteggiare il disagio socio-economico sono previste –secondo le condizioni, i limiti e le modalità di applicazione che saranno determinate con un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze – delle agevolazioni quali, ad esempio, l’esenzione del versamento dei contributi previdenziali, nei limiti del “de minimis”, anche in favore delle piccole e micro imprese già operanti nelle Z.F.U..

Sono tanti i fattori che possono incidere sul successo del progetto della Z.F.U.. In primo luogo, sarebbe opportuno che l’incentivazione di attività imprenditoriali all’interno dei perimetri individuati fosse funzionale a strategie di sviluppo o di pianificazione urbana di scala più ampia, che perseguano una riqualificazione complessiva delle aree. In secondo luogo, sarebbe auspicabile il contestuale impegno delle amministrazioni comunali e/o regionali ad investire risorse in infrastrutture e servizi pubblici in modo coerente e coordinato con la misura delle Z.F.U.. Tuttavia, vi è un altro aspetto da non sottovalutare, nell’attuale momento storico, questo progetto da una parte potrebbe contribuire al rilancio di alcune zone della città, ma ciò potrebbe andare a discapito delle attività di impresa e commerciali collocate fuori dal perimetro e che non potranno godere dei benefici indicati.

Svolte queste valutazioni, viene da domandarsi se i 30 milioni di Euro stanziati per il 2018 – che dovranno essere ripartiti tra le 10 città del progetto Z.F.U. – possano essere sufficienti a coprire le somme necessarie per gli sgravi sia per le nuove piccole e micro imprese che per quelle già esistenti all’interno del territorio della Z.F.U. sorana. Tra l’altro, non si sa se Ministero dello Sviluppo Economico metterà a disposizione delle somme per le annualità successive. Si corre il rischio concreto di trovarsi di fronte ad una misura una tantum o ad un bonus, una semplice boccata d’ossigeno che non sarà in grado, da sola, di ridare slancio a Sora. Considerato che mancano pochi mesi alle elezioni politiche e regionali, il timore è di trovarsi di fronte ad un misura non sostenuta con risorse economiche adeguate. Sora ha urgente bisogno di fatti concreti e non di promesse o misure pre-elettorali.

Si auspica che l’Amministrazione De Donatis riferisca in Consiglio Comunale in merito alle Zone Franche Urbane, per far conoscere le modalità con le quali si vuole adoperare, con quali strategie di sviluppo e di pianificazione urbana e se prevede di investire risorse locali per la buona riuscita del progetto». È quanto dichiara il portavoce e consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle di Sora, Fabrizio Pintori.

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