6 settembre 2013 redazione@sora24.it
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SOS Donna: ieri il Chiostro del Museo Sorano ha ospitato un convegno i cui significati e le cui linee di intervento tracciate sono destinate a lasciare il segno

La violenza sulle donne rappresenta a tutti gli effetti la violazione dei diritti umani e pertanto è indice di povertà culturale, morale e civile. Questa la premessa di cui, credo, tutti dobbiamo essere convinti ed operare in tal senso. Impressionanti i numeri rivelati dai vari oratoti che affermano:” I numeri parlano chiaro: il 96% delle violenze non è denunciato dalle donne che la subiscono. Nel 75% dei casi la violenza è perpetrata tra le mura domestiche, quasi sempre da un familiare o un conoscente. Da questi dati emerge che l’emergenza di cui si parla è di proporzioni sensibili. Il vero problema è rappresentato dal fatto che le donne hanno paura di chiedere aiuto e tendono a colpevolizzarsi.” Questo dato è culturale: ad una donna che ha subito violenza la prima domanda che si fa è “Tu come ti stavi comportando…”. Nessuna donna dovrebbe essere ascoltata sapendo che le sue parole sono valutate con sospetto. Gli interventi dei relatori, a partire dalla Presidente dell’Associazione SOS Donna, Martina Sperduti, all’Avv. Riccardo Lurario, alla Ispettrice Anna Centofanti, alla Prof.ssa Fiorenza Taricone (esempio di testimonianza permanente a difesa delle donne), alla criminologa Roberta Bruzzone, sono risultati di grande interesse. Tutti finalizzati al contrasto della violenza di genere e con l’intento di promuovere attività di sensibilizzazione e prevenzione, al fine di rendere visibile all’opinione pubblica la tematica della violenza alle donne

Se mi è permesso, a premessa condividendo lo spirito e le finalità dell’incontro, vorrei aggiungere alcuni rilievi che credo possano essere utili nell’affinare la meritoria azione dei volontari dell’Associazione. Rilevante il numero di persone presenti, questo è motivo di soddisfazione, ma credo che ci fosse scarsa presenza dei destinatari veri del convegno, cioè gli uomini. Credo che il prossimo appuntamento vada costruito con gli uomini, per aprire da subito un confronto dialettico e poi una fase di collaborazione e di comprensione e correzione reciproca. Dobbiamo, a mio avviso, operare perché il recupero non avvenga solo con mezzi repressivi, ma con opera di prevenzione e coscientizzazione del rapporto uomo donna. L’altro pericolo che si deve esorcizzare è l’integralismo di ritorno, come spesso avviene nelle cause di divorzio per l’affidamento dei figli.

Di una semplicità di comprensione e di completezza di esposizione le parole del Presidente Martina Sperduti, il Vice Presidente Riccardo Lutrario ha reso con grande appropriatezza e acume giuridico la parte legislativa, illuminante il contributo della Prof. Fiorenza Taricone, pragmatico e teso alla affermazione nei fatti della pari dignità di uomini e donne la relazione dell’Ispettrice Anna Centofanti, molto sentito e apprezzato l’intervento della criminologa Roberta Bruzzone, che ha anche presentato il suo ultimo libro Segreti di famiglia. Il delitto di Sarah Scazzi insieme all’editore Gioacchino Onorati di Aracne.

Complimenti e buon lavoro a tutti, se questo è il seme la pianta sarà rigogliosa.

Rodolfo Damiani

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