“Sotto il segno del sarchiapone”: staffilate di fine anno dell’inossidabile “leone” Rodolfo

Il sarchiapone è una figura onomatopeica della specie dei marpioni e dell’ordine dei babbioni. L’Italia è sotto il suo segno, un segno complesso e contraddittorio che ben si adatta ad un modo di governare tra promesse , in annuncio mantenute, in pratica con tali e tante condizioni da ridurne l’efficacia. Una specie di Giano bifronte, un lato populista e l’altro capitalista, un lato di una indipendenza temeraria , dall’altro di una obbedienza servile ai poteri forti, annunci roboanti , effetti pratici tutti da chiarire.

Alla luce dei fatti esaminiamo lo stato dell’arte del progetto Italia:

LAVORO – credo che questa sia l’emergenza prima del paese , anche perché è l’effetto di molteplici cause su cui non si interviene. Il JOB ACT non sta creando occupazione ha solo legalizzato un contratto a tempo indeterminato, fin tanto che il padrone di turno non ha deciso che è terminato. Spazzato via l’art. 18 , abbiamo sancito la libertà di licenziamento indipendentemente dalle cause. Abbiamo espulso il diritto e la giustizia dai posti di lavoro e dimostrato la subalternità del governo ai poteri forti. Una Nazione in cui tutti i gruppi vengono venduti all’estero, magari a concorrenti esteri, non può sperare in una ripresa vera. I padroncini italiani, che del manager hanno poco, hanno capito che esiste un notevole differenziale fra la tassazione delle rendite finanziarie e quella dei profitti industriali, per cui scelgono con la complicità dello Stato l’impiego più conveniente. Sgombriamo il campo dall’equivoco del costo troppo alto della mano d’opera italiana, anche perché le produzioni delocalizzate vengono vendute a prezzi altissimi, vanificando il costo di produzione basso della manodopera e andando ad impinguare i conti esteri in nero.

LE TASSE – Gli equilibri tra profitti, salari, investimenti, servizi andrebbero garantiti dallo Stato attraverso una tassazione equa e progressiva, siamo invece a lamentare una tassazione elevatissima senza corrispettivi in investimenti e servizi adeguati, i Governi che si sono succeduti hanno sempre mentito sul reale peso dell’apparato politico amministrativo che assorbe la ricchezza nazionale, con progressione continua impedendone un impiego per lo sviluppo del Paese. Aggiungiamo che molti politici hanno fatto della diminuzione della spesa pubblica il loro obiettivo, salvo dimenticarlo appena preso il potere. Renzi e company insegnano. La realtà è che si va avanti senza un piano che tenga conto delle priorità, si improvvisa soddisfacendo spinte e controspinte. Annuncio roboante a vantaggio dei pensionati, fra le categorie più bistrattate dei cittadini, esclusi i politici i cui trattamenti pensionistici si chiamano vitalizi per cui sono altro e non rispondono alla legge ordinaria, in riferimento alla NO TAX AREA, finalmente la soglia di esenzione viene equiparata a quella dei lavoratori ordinari, con un vantaggio per i pensionati di un centinaio di euro l’anno. All’annuncio c’è l’altra faccia della medaglia, il “beneficio” è limitato a coloro che hanno più di 75 anni e sembra che debbano avere un reddito di valore molto basso. Alla faccia della politica sociale, atteso che lo stato è debitore dei pensionati di quel contributo di solidarietà dichiarato incostituzionale e che si è tentato di sanare con i soldi per le “noccioline”. Le differenze fra Renzi e Berlusconi non sembrano molte quanto ad idee per venire incontro ai meno abbienti, la Family Card mi sembra parente stretta della tessera per gli Acquisti introdotta da Berlusconi.

LA SANITÀ – ci sarebbe da scrivere un volume ma mi limito a chiedere che fino hanno fatto i 600.000 euro stanziati nel Lazio per ridurre le liste di attesa , che sono sempre a livelli da Bangadlesh e a vantaggio di chi sono andati i risparmi di 28 euro ogni tre mesi sulle protesi per stomatizzati e incontinenti. E’ calda calda, l’ineffabile Zingaretti ha deciso che i cittadini del Lazio non possono ricorrere alle cure in ospedali di altre regioni, ignorando la libertà di cura, la par condicio tra i cittadini, il diritto dei cittadini ad essere italiani non solo laziali, tutto questo per interrompere la fuga dei pazienti dalla sanità da terzo mondo a cui ha ridotto la sanità nel Lazio.Ovviamente il buon Buschini poteva risparmiare ai suoi elettori il suo giudizio positivo. Che squallore.

NO PASARAN NON PRAEVALEBUNT
RODOLFO DAMIANI

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