domenica 27 aprile 2014

Speed Check di Sora “incartati”: l’azione simbolica dei giovani di Fuoriposto

Si è svolta nella notte tra il 25 ed il 26 Aprile un'azione compiuta dal neo gruppo giovanile Fuoriposto.

«Quest’azione, come potete vedere dall’immagine, è consistita nel coprire simbolicamente con delle buste nere e nastro bianco e rosso grande parte dei nuovi speed check installati nella città di Sora.

Sicuramente la città non ha reagito molto bene all’installazione di queste scatole arancioni, infatti a distanza di poco tempo dalla loro installazione notiamo come qualcuno abbia già reagito a questo sperpero di fondi pubblici distruggendone alcuni e addirittura arrivando al gesto di incendiarne uno. Beh crediamo che queste siano forme di protesta sì da condannare, dato il gesto di distruggere qualcosa che è della comunità, ma sicuramente sono fatti che dovrebbero portare a farsi due domande.

Attraverso quest’azione simbolica, abbiamo voluto riportare ancora una volta sotto i riflettori questa vicenda! Di seguito il testo del volantino con la satirica immagine di Toto’ che recita ”Ed io pago!“.

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Per chi ancora non fosse bene a conoscenza della storia, essa ha inizio da quando il Sindaco Tersigni con Atto Comunale n. 178 del 25/6/2012 aveva approvato la proposta di intervento nel campo della Sicurezza Stradale per un costo di 600.000 euro di cui 300.000 a carico del Comune di Sora e in cui tra rotatorie, 8 nuovi agenti di Polizia Locale (5+3 operatori informatici), vi erano circa venti cabine dissuasive in affitto per un costo complessivo di 2.000 euro al mese più Iva per circa 12 mesi con riscatto più 2.500 euro di installazione.

Peccato però che questi speed check che lo ricordiamo, non contengono di per sé alcuna telecamera per il rilevamento delle infrazioni, siano stati dichiarati illegali dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come potete notare da questa nota ufficiale scaricabile dal link di seguito : Ministero-dei-Trasporti-Nota-19-09-2013.

Come potrete notare, la voce: Omologazione / riconoscimento ministeriale dell’apparecchiatura recita: I manufatti in oggetto non sono inquadrabili in alcuna delle categorie previste dal Nuovo Codice della Strada (DLs n. 285/1992) e dal connesso Regolamento di Esecuzione e di Attuazione (DPR n. 495/1992), e dunque per essi non risulta concessa alcuna omologazione ovvero approvazione, ai sensi dell’art. 45 c. 6 del Codice e dell’art. 192 c. 2 ovvero c. 3 del Regolamento, da parte di questa Direzione Generale.

Questa nota, che segue un’altra di un anno prima che risale al 2012, sempre firmata Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  inviata a tutti i Prefetti italiani sancisce nero su bianco che Speed Check e Velo Ok non sono approvati da alcuna norma vigente e sono dunque utilizzati in maniera indebita dalle amministrazioni.

Occorre precisare infatti che queste colonnine solitamente al loro interno sono vuote, ovvero non contengono alcun tipo di telecamera o apparecchio per il rilevamento della velocità dei veicoli, e vengono quindi utilizzate dalla amministrazioni comunali solamente con “effetto deterrente” per obbligare automobilisti e motociclisti a rispettare i limiti.

Facciamo infatti notare che:

  • tali contenitori vengono impiegati dai Comuni che li acquistano quasi esclusivamente in ambito urbano;
  • per quanto sopra, detti manufatti, se contengono autovelox, devono avere la presenza di agenti, salvo le rare eccezioni indicate dallo specifico decreto prefettizio;
  • sempre in ambito urbano è obbligatoria la contestazione immediata dell’infrazione;
  • il posizionamento dei manufatti dovrebbe sempre essere ben visibile e valutato tenendo conto della massima sicurezza dei veicoli in transito, siano essi auto, moto o biciclette.

Purtroppo sembra che questo non sempre accada.

Proprio per questo motivo la nota del Ministero aggiunge che probabilmente nemmeno in futuro potranno mai essere approvati e regolamentati da eventuali nuove norme: «Poiché i manufatti in questione non possono essere classificati come impianti, in quanto privi di qualsivoglia dispositivo deputato alla specifica funzione, essi probabilmente non potranno neppure essere ricondotti alla futura nuova disciplina che sarà introdotta in attuazione del suddetto art. 60 L. n. 120/2010».

Quello che risulta più inaccettabile però agli occhi dei cittadini è che Speed Check e Velo Ok vengono comprati non solo in quantità esagerata dai Comuni italiani, ma soprattutto a cifre spropositate, assolutamente fuori mercato e che arrivano a toccare una valore 15 volte superiore al prezzo di listino (fino a 3.000 euro invece di 177).

Ci chiediamo, come mai in un periodo di crisi profonda come questo invece di compiere investimenti utili alla crescita della città, alla manutenzione della stessa e alla ripartenza dell’economia si sperperano fondi pubblici per installare oggetti inutili come questi speed check che nemmeno sono in funzione se non con la sola presenza di agenti?

Qualcuno giustamente potrebbe dire che è giusto che vengano messi questi finti autovelox per far rispettare il limite della velocità, ma dall’altra parte potremo dire che forse, visto che viviamo di ”spending review” e di ”austerity“, sarebbe stato meglio costruire qualche dosso , che sicuramente ci avrebbero fatto risparmiare qualche soldo in più.

Ma se non fosse mai intervenuta la trasmissione televisiva ”LE IENE“, la quale in un inchiesta riguardo questi autovelox cita anche la nostra città, sarebbe mai venuta a galla questa storia come sta accadendo ora? Crediamo sicuramente di no, e questa come tante altre sarebbe finita nel pozzo delle cose senza senso che accadono nella città di Sora! Crediamo inoltre che è davvero ingiusto che dei cittadini che onestamente pagano le tasse anche per avere dei servizi nella propria città debbano essere messi sempre sotto torchio con delle multe salatissime prese casomai per accompagnare i figli a scuola o per andare a lavorare senza possibilità di poter partecipare alla gestione della ”cosa pubblica“. E’ la solita storia, si pensa sempre a fare cassa con i soldi dei comuni cittadini onesti!

Richiamiamo semplicemente ad un minimo di buon senso in più da parte di chi di dovere nell’evitare di sperperare continuamente fondi pubblici quando la città Sora ha bisogno di un grande aiuto su tanti punti di vista e non la si migliora di certo costruendo infinite rotatorie e non la si migliora di certo aumentando le multe ai cittadini che già sono costretti a pagare tasse salatissime!

Visto che questo blog cerca di informare, speriamo di aver sensibilizzato il maggior numero possibile di cittadini riguardo questa vicenda e invitiamo chiunque voglia dire la sua ad esprimersi nei commenti del blog!»

Fonte: FUORIPOSTO

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